Intervista a Nicholas Sacchi, psicologo-psicoterapeuta attivo in Ticino. "Per tornare "in forma" al lavoro è meglio prepararsi qualche giorno prima"

LUGANO – Gli americani la chiamano “Holiday blues”. Dalle nostre parti è più comunemente conosciuta come "sindrome da rientro dalle vacanze". Riprendere la routine quotidiana dopo giorni di mare, montagna, passeggiate e giornate in totale spensieratezza non è per tutti così semplice.
C’è chi fatica a riprendere il ritmo lavorativo per soli pochi giorni e chi, invece, necessita di più tempo per tornare ad essere completamente efficace davanti alla scrivania.
Di come affrontare il rientro “alla vita di tutti i giorni” e in quali casi sarebbe opportuna una consultazione medica ne abbiamo parlato con Nicholas Sacchi, psicologo-psicoterapeuta attivo in Ticino.
Esiste davvero la "sindrome da rientro"?
“Sì. Ci sono persone che faticano seriamente a rientrare nei paradigmi del lavoro. Occorre però distinguere la sindrome da rientro dalla depressione stagionale o disordine affettivo stagionale (SAD), che è tutta un’altra cosa”.
Ovvero?
“È meno caratterizzata da un cambio di elementi della routine quotidiana, ma è qualcosa che ha uno statuto ontologico all’interno dei manuali statistici sulle malattie mentali. Si parla di depressioni stagionali in momenti, specie in primavera o in autunno, in cui c’è una serie di sintomi che perdurano da almeno due settimane”.
Di quali sintomi parliamo?
“Principalmente parliamo di sintomatologie come apatia, ritiro sociale, difficoltà nel svolgere attività che solitamente si compiono senza grandi problemi, ma anche di anedonia, cioè un calo di tutto quello che sono gli interessi nei nostri piaceri come può essere il cibo, l’attività sessuale o altro. Quando accadono queste cose appariamo come depressi. È importante, però, distinguere la parola “depressione” quando c’è un quadro sindromico-psichiatrico importante da quando invece si tratta di “semplici” disturbi dell’umore”.
Quando bisogna cominciare a preoccuparsi?
“Il primo segnale preoccupante è sicuramente quando si notano repentini disturbi dell’umore. Il secondo campanello d’allarme è l’irritabilità. Quando si attraversa una fase di depressione le persone, complice uno stato d’animo negativo, tendono ad essere più scontrose ed irrascibili".
Come si torna a convivere al meglio con la routine dopo le ferie?
“A mio avviso, l’importante è prepararsi a tornare al lavoro e quindi alla quotidianità. Negli ultimi giorni di vacanza consiglio di cominciare a riprendere gli orari di una normale giornata lavorativa, quindi non dormire troppo ma nemmeno troppo poco. Questo può aiutare a tornare immediatamente “in forma” al lavoro e non pesare sullo stato d’animo".