"Ti dico solo una cosa, Director, sono dieci giorni che prepariamo la Curt dala Banda, quella della Filarmonica, per intenderci"

MENDRISIO – “La Sagra, beh, la Sagra è la Sagra. E per me sche sono nato e cresciuto a Mendrisio è un appuntamento irrinunciabile. Ti dico solo una cosa, Director, sono dieci giorni che prepariamo la Curt dala Banda, quella della Filarmonica, per intenderci. E aggiungo che noi siamo da sempre a chilometro zero: polenta e brasato rigorosamente nostrani!”.
Becchiamo Mirko “Micio” Valtulini che ha appena finito la pre-Sagra nella cantina che gestisce con alcuni amici, la Canva. Evento privato ma sempre aperto a chi vuol pre-gustare la grande festa di Mendrisio, che prende il via proprio questa sera.
“Ormai è una tradizione la pre-Sagra in cantina – dice - oggi abbiamo preparato un bel risotto al rosmarino, col brodo serio, non coi dadi, uno spettacolo… e poi raclette e fondue, niente griglia, quest’anno, troppo stress… E al pranzo di oggi c’era il Comitato della Sagra in corpore, che merita un plauso, perché quelli si fanno un c… così. Sono dei grandi”.
La Sagra del Micio è dunque iniziata oggi mezzogiorno e finisce domenica pomeriggio con il concerto di chiusura della Civica filarmonica, alle 16,30 nel chiostro dei Serviti.
“Spettacolone!”, promette.
Micio Valtulini è tamburino, ma non solo nella Filarmonica di Mendrisio. “Suono in mille bande – scherza -. Comunque, domani mattina alla 10,30 al chiostro dei Serviti c’è la Civica che fa una presentazione degli strumenti con la scuola allievi e la Minibanda, e con la filarmonica Unione Carvina, visto che suono anche in quella”.
Micio, ma ce la farai a presentarti lucido dopo la serata che ti si prospetta?
“Ma certo, arrivo sempre bello ‘commosso’ ma presente. Anzi, domani pomeriggio vado anche ad arbitrare, e sarò in formerrima. E poi domattina mattina si comincia alle 10, con un bel panino al cotechino dal Maurino Sulmoni della Macelleria Vecchio Borgo, che è un altro classico della Sagra”.
Altre cose belle da non mancare?
“Direi immancabile è una capatina in piazza, dove c’è un po’ il ritrovo di tutti, e una visita di cortesia a tutte le corti, che si dannano l’anima per tenere in piedi questa grande festa. Sicuramente la Corte dei pompieri, che è la più bella in assoluto o quella dell’Associazione dei monitori delle colonie, a mangiare i funghi trifolati preparati dalla Silvia”.
E a quelli che alzano un po’ troppo il gomito, cosa consigli?
“Uno dei miei slogan, anni fa, in campagna elettorale, era ‘Guida poco che devi bere!’. Sì, lo so, ce n’era un altro, ma è meglio lasciar perdere… Comunque no problem: mezzi pubblici. Ce ne sono tanti, al limite un taxi, ci si arrangia, ma bisognerebbe evitare l’auto. Poi c’è chi arriva magari alle 10 di mattina a fare un giretto e trova amici che non vedeva da anni… e non vuoi berne una insieme? Alla Sagra non si sa mai come va a finire”…