CRONACA
Millenials e generazione Z, ci sono notevoli differenze: dai social al rapporto coi genitori
I ragazzi nati dopo gli anni Duemila sono alla ricerca di rapporti autentici e non virtuali: cercano nella famiglia il porto sicuro ma non vogliono la strada spianata da mamma e papà

ROMA– Chi l’avrebbe mai detto che i giovanissimi, coloro insomma nati dopo il 2000, preferiscano i contatti reali a quelli virtuali? Chi vede i ragazzi sempre con la testa china sullo smartphone dà forse per scontato che il virtuale abbia ormai sostituito il reale, ma a sorpresa la cosiddetta generazione Z si distingue dai Millenials.

Lo dice una ricerca di AstraRicerche, commissionata da Bnp Paribas Cardif. Per loro, infatti, il cellulare e la connessione Internet sono irrinunciabili, però cercano rapporti concreti. Gli amici considerati con la a maiuscola non sono quelli conosciuti in rete nella maggior parte dei casi (solo per il 37% coloro che vengono ‘agganciati’ sui social e poi incontrati fanno parte della cerchia degli amici). Infatti per il 74% le persone da frequentare nel tempo libero sono i compagni di scuola.

Si riscopre anche un nuovo attaccamento alla famiglia, presa come punto di riferimento. Nessun affetto è per sempre, neppure quello dei partner, mentre quello dei figli e dei genitori. Ecco dunque un’altra novità, di fronte alle complicazioni familiari vissute dai Millenials. La generazione Z però non si aspetta che siano mamma e papà a spianare loro la strada, vogliono solo un porto sicuro in cui rifugiarsi.

A differenza dei Millenials, viene spiegato, è data dal fatto che se questi ultimi sono nati quando tutto andava bene e la crisi l’hanno conosciuta durante la loro vita, i giovanissimi sono in un certo senso post-apocalittici, ovvero abituati a momenti complicati come l’attuale. Se dunque chi è leggermente più grande è rimasto deluso, aspettandosi di avere il mondo nelle proprie mani, chi è nato dagli anni 2000 in poi è adattabile e non ha grandissime aspettative, conta molto su se stesso.

Non sono dunque fragili? Al contrario. Nei ragazzini c’è una mancanza di fiducia in sé stessi, seppur ci si considera l’attore principale della realizzazione personale, che secondo i ricercatori porta a faticare a gestire le frustrazioni. Confortante è che il 605 si dice felice, e nei valori importanti molti mettono lo star bene con sé stessi. Fama e successo sono ritenuti molto meno basilari.

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