CRONACA
"Ma cosa sta succedendo lassù nel cielo?". Diario dei giorni del diluvio. Cinque anni fa la tragedia di Bombinasco. Poi la disgrazia di Davesco
Tra il 5 e il 15 novembre del 2014, in pochi giorni, due frane hanno travolto due case. E hanno ucciso tre donne e una bimba di tre anni. Le foto di quelle ore drammatiche

di Marco Bazzi (introduzione al libro “Ticino sott’acqua”, Armando Dadò Editore)

 

Un diluvio venuto da lontano

 

Ha piovuto tanto. Tantissimo. Per giorni e giorni, a tratti per settimane, senza sosta. Ed è stata acqua “cattiva”, insolente, imperterrita. Non implorata e sognata, come quella che dopo la siccità placa la sete dei campi e della terra. Ha portato con sé, nei suoi ultimi colpi di coda, lutto e rovina. In dieci giorni sono morte tre madri e una bimba di tre anni.

 

Nel tardo pomeriggio di mercoledì 5 novembre, mentre sul Malcantone infuriava un nubifragio, una colata di terra, alberi e pietre ha cancellato la villetta di Bombinasco dove vivevano Monica Moriggia e sua figlia Alice. Poi, nella notte di sabato 15 una frana ha travolto una palazzina a Davesco, uccidendo Monique Ligorio Houriet e Anna Gianini.

 

Monica aveva 30 anni. Alice era agli albori della vita. Monique aveva 34 anni e lascia un figlio di 7. Anna ne aveva 38 e lascia un figlio di 12.

 

Come possiamo definire questi eventi? Tragedie? Sciagure? Disgrazie? Ma alla fine cosa importa definirli, se non riusciamo nemmeno a trovare le parole della consolazione, ancora increduli e sgomenti di fronte a quanto è accaduto?

 

Con gli anni, anche queste tragedie diventeranno storia e la polvere del tempo ne attenuerà il ricordo e il dolore. Ma ora la ferita è viva e aperta nel cuore di tutti noi.

 

Appunti scritti durante il temporale della sera del 13 novembre

 

E piove ancora. E c’è anche il temporale. Tuoni e fulmini, come in estate. I cani abbaiano impauriti nei giardini delle case. Ma abbiamo paura anche noi. Ci chiediamo: cosa sta succedendo lassù nel cielo? Siamo increduli, frastornati. In pochi giorni due frane hanno travolto due case. E hanno ucciso tre donne e una bimba di tre anni. È accaduto in Ticino, un luogo che ci sembrava sicuro, dove la natura pareva ormai essere stata imbrigliata e resa inoffensiva anche nelle sue manifestazioni più violente: valanghe, frane, inondazioni…

 

Tutto sotto controllo: viviamo in un paese che ogni anno spende decine di milioni per la sicurezza. Ma adesso abbiamo scoperto di non essere al sicuro e abbiamo paura anche a entrare nelle nostre case. Pensiamo che con tutta quest’acqua che continua a cadere dal cielo, con questi fiumi in piena, in queste notti senza luna e senza stelle, nere come la pece, potrebbe succedere anche a noi, all’improvviso, qualcosa di imprevedibile… Crolli, cedimenti, voragini… nulla si può escludere dall’immaginazione con tutta questa pioggia che è venuta giù per mesi e ha impregnato la terra fino a farla scoppiare. 

Viviamo in un luogo dove tutto è perfetto, sorvegliato, monitorato, calcolato, controllato. Ma in questi giorni abbiamo avuto la prova che non è così. Ci siamo risvegliati dal torpore di essere il paese delle certezze, dove queste cose accadevano ma non accadono più.

 

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