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Cronaca
27.11.2019 - 14:050
Aggiornamento : 04.12.2019 - 09:11

Losone vs Ascona: la "guerra dei Golf". Pinoja: "Hanno fatto un'operazione discount sulle quote sociali". Allidi: "Il mondo cambia e dobbiamo cambiare anche noi"

Il casus belli che ha irritato i losonesi è stato l’iniziativa del Golf patriziale di Ascona di lanciare una promozione singolare che ha riscosso un incredibile successo

Al Golf di Losone son… girate le palline. Forzando la metafora, ma sottolineando che di metafora si tratta, il titolo del film potrebbe essere “La guerra dei Golf”. Da una parte quello di Losone, appunto, sulla riva della Melezza, dall’altra quello di Ascona, a due passi dalla foce della Maggia.

 

Sempre in tema di metafora, il casus belli che ha irritato i losonesi è stato l’iniziativa del Golf patriziale di Ascona di lanciare una promozione singolare che ha riscosso un incredibile successo: nel periodo compreso tra due “hole in one” ci si poteva associare al Club pagando solo 5'000 franchi in luogo della normale quota iniziale di 25'000. Con una tassa annuale (ricorrente) più alta, però: 2’700 invece di 2'200 franchi.

 

La prima buca in un solo tiro, che ha aperto la “campagna”, è stata realizzata il 12 settembre, la successiva, che ha chiuso l’operazione promozionale, è stata messa a segno solo 17 giorni dopo. Ma in quelle due settimane ben 147 golfisti, in prevalenza confederati e già soci in altri club, si sono iscritti al Golf di Ascona approfittando del maxi sconto.

 

Sulla Melezza, però, l’iniziativa non è stata gradita – soprattutto in quanto ritenuta unilaterale - e il Golf di Losone l’ha presa un po’ come una dichiarazione di guerra, tornando alla metafora bellica, e ha disdetto gli accordi di collaborazione con il Club di Ascona.

 

Il presidente di quest’ultimo, Luca Allidi, ha informato dunque i suoi soci: “Il comitato del Golf di Losone ci ha comunicato la sua decisione di non voler più riconoscere ai soci del Golf Club Patriziale di Ascona (GCPA) le agevolazioni pattuite nell’ambito di accordi di collaborazione in vigore ormai da anni – si legge nella circolare inviata ai soci -. A partire dal 1. gennaio 2020, il Golf di Losone non concederà più ai soci del GCPA né lo sconto sul greenfee giornaliero feriale e festivo, né la gratuità durante la chiusura invernale del GCPA, ma applicherà la normale tariffa (prezzo di listino). Trattandosi di accordi di reciprocità, il GCPA non potrà che fare altrettanto nei confronti dei soci del Golf di Losone”.

 

La circolare si conclude con un appello al comitato del Golf di Losone: “Confidiamo che voglia rivedere la sua decisione, la quale, in definitiva, penalizza i golfisti di entrambi i Club. Da parte sua, il nostro comitato rimane aperto ad ogni forma di collaborazione a vantaggio di entrambe le associazioni sportive e dei rispettivi affiliati”.

 

Ascona, spiega a liberatv Leonardo Pinoja, presidente del Golf di Losone, “ha deciso, com’è nel suo pieno diritto, di lanciare un’azione discount, io la chiamo esattamente così, per trovare nuovi soci abbassando la quota iniziale di iscrizione a 5'000 franchi. Il presidente Allidi dice che i tempi sono cambiati e che deve far quadrare i bilanci del suo Golf anche in prospettiva futura. Legittimo. Ma su queste cose, tra vicini, ci si sente e ci si parla prima di agire”.

 

Anche il Golf di Losone, aggiunge Pinoja, ha in progetto di rivedere al ribasso le quote sociali. Ma quello che lo infastidisce è il concetto del “discount”.

 

“I nostri soci – dice – hanno, per statuto, quote rivendibili e al momento in cui decidono di appendere la mazza al chiodo possono rimetterle sul mercato. Se le hanno pagate tra i 20 e i 25'000 franchi possono recuperarne tra i 18 e i 20'000. In un panorama di stabilità, ma con questa corsa al discount come fanno a sostenere quel prezzo?”.

 

Questo è il primo punto. Il secondo, aggiunge Pinoja, “è che non ci pare giusto che gli amici di Ascona che hanno pagato solo 5'000 franchi di tassa sociale beneficino dei vantaggi riservati a chi ha pagato quattto o cinque volte di più”.

 

La nostra non è una ripicca, e nemmeno una ritorsione, conclude Pionoja: “Semplicemente facciamo la nostra politica. Fossero venuti a parlarne prima, gli amici di Ascona, si potevano trovare formule promozionali comuni e concordate, magari non riducendo a 5'000 franchi ma rimanendo sui 10'000 di quota sociale. Ma ormai è andata così. Sia chiaro comunque che io e Luca Allidi ci siamo lasciati con il sorriso dopo il nostro incontro di settimana scorsa. Ma il finale è: ognuno per la propria strada”.

 

Pinoja, replica Allidi, sbaglia se pensa che Ascona rappresenti una concorrenza per Losone: “È il cosiddetto ‘golf pubblico’ che fa concorrenza a entrambi i nostri club. È almeno dal 2015 che in ogni riunione di comitato della Federatione Golf Ticino sottolineo come sia smpre più difficile conquistare nuovi soci. Non solo da noi, ma in tutto il mondo. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una costante diminuzione di soci e la nuova politica federale favorisce il golf pubblico, vale a dire possibilità di giocare senza associarsi ad un club, secondo in concetto pay and play. Il numero di nuovi soci ad Ascona è drasticamente diminuito: l’anno scorso i ricavi da nuove affiliazioni sono calati del 60% rispetto alla media dei sei anni precedenti. È ovvio e normale che questa tendenza ci preoccupi, così abbiamo deciso di fare questa promozione limitata nel tempo, diminuendo la tassa di entrata ma aumentando quella annua. Come hanno già fatto Club, Lugano compreso”.

 

Allidi cita poi l’esempio del Golf Monticello, a due passi dal Ticino: “Quando ero ragazzino giocare su quel green costava quasi 100 milioni, ma oggi la tassa di entrata è zero è c’è solo la quota annua di circa 1'900 euro. Ecco, per dire come sia cambiato il mercato e come non si possa restare a guardare”.

 

“Sono dispiaciuto e amareggiato - conclude Allidi - per la reazione del Golf di Losone, che alla fine penalizza i golfisti di entrambi i club ma probabilmente più i soci di Losone che quelli di Ascona. L’amico Pinoja sostiene che non è stata una ripicca nei nostri confronti. Ma se non è una ripicca non riesco ancora a capirne la logica”.

 

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