CRONACA
117 milioni di contributi per canalizzazioni! Spremuta alla luganese. Valenzano furibonda. Foletti spiega: "Non siamo dei ladri"
Il municipale: “La legge è chiara. E non chiedendo questi contributi le opere verrebbero pagate da tutta la popolazione con le imposte”

LUGANO - Il caso dei contributi di miglioria milionari per opere di canalizzazione a Lugano sfocia in un’interrogazione firmata da Karin Valenzano Rossi e dal gruppo PLR in Consiglio comunale.

 

In dicembre il Municipio ha chiesto un credito di 125 mila franchi per le spese legate all’emissione dei suddetti contributi per lavori eseguiti a Lugano e nei Comuni aggregati, alcuni relativi ai decenni scorsi, altri futuri. Va detto che tre anni fa Lugano si è dotata di un Piano Generale di Smaltimento delle acque ce ha sostituito il Piano Generale delle Canalizzazioni. Da questo lavoro è emerso che nei prossimi dieci anni la Città dovrà prelevare contributi di miglioria per un totale di oltre 117 milioni!

 

“Non sono fornite maggiori informazioni atte comprendere nello specifico di quali opere e a quale periodo e per quali quartieri si riferiscano i prelievi – si legge nell’interrogazione di Valenzano Rossi – (…). In ragione di quanto indicato dal Messaggio in relazione alla deduzione degli acconti totali già incassati sulla base delle precedenti richieste d’acconto di Città e dei singoli ex Comuni aggregati si deduce che il lasso di tempo possa risalire addirittura al 1980: insomma ben 40 anni!

 

Sulla base di queste scarne informazioni è lecito comprendere che il potenziale prelievo è atto a colpire i proprietari di immobili, tra cui il cosiddetto “ceto medio”, come ormai noto già colpito da altri oneri e costi obbligati costantemente e smisuratamente in crescita”.

 

Secondo la capogruppo del PLR, il Municipio vuol “mettere le mani nelle tasche dei cittadini, chiamandoli alla cassa dopo molti anni e in un periodo in cui le finanze luganesi segnano risultati positivi”. Inoltre, ha scritto in un’opinione pubblicata nei giorni scorsi sul Corriere del Ticino, “numerosi cittadini che in questo lungo lasso di tempo sono stati o sono divenuti proprietari d’immobili si vedranno recapitare fatture per contributi nell’ordine di svariate migliaia di franchi per costi di cui non avevano, né potevano avere, alcuna conoscenza: una vera e propria tassa occulta a scapito del solito tartassato ceto medio”.

 

Il municipale leghista Michele Foletti, responsabile delle finanze, ha spiegato sul Corriere di oggi che il Piano di smaltimento avrebbe dovuto essere pronto entro fine 2017, ma ci sono stati ritardi: “Se fossimo arrivati prima, e non a quattro mesi dalle elezioni, la capogruppo del PLR non avrebbe detto che siamo dei ladri che mettono le mani nelle tasche dei cittadini ma i servizi avevano finito il loro lavoro e non potevamo nasconderci dietro in dito, sarebbe stato scorretto”.

 

E ha aggiunto: “È vero, 117 milioni sono tanti, ma abbiamo fissato l’aliquota al 70% e non all’80% come permetterebbe la legge, mentre quella finale calcolatoria è all’1,4%, la metà di quanto consente la legge. E i proprietari hanno dieci anni per pagare”.

 

E conclude: “La legge è chiara. E non chiedendo questi contributi le opere verrebbero pagate da tutta la popolazione con le imposte”.

 

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