CRONACA
Cavallo ferito, il veterinario precisa: "Ferite provocate da morsi di altri animali e con strutture comprese nei recinti"
Eryn, il cavallo ferito a Biasca, è in fase di recupero, attualmente si trova già al pascolo con una buona condizione clinica. "Quando siamo intervenuti, era agitato seppur dolente. Ci hanno chiamato in tanti, allarmati"
Foto di repertorio

BIASCA - Aveva sconvolto il Ticino la notizia dell'aggressione al cavallo Eryn, di una scuderia di Biasca. Per fortuna, a distanza di qualche giorno arrivano le dichiarazioni del responsabile dello studio veterinario che si è occupata dell'animale: le ferite possono essere state causate da morsi tra animali o da strutture già comprese nei recinti stessi.

La dottoressa Caporelli, di picchetto per la Equine Veterinary Services (studio veterinario ticinese dedicato all'ippiatria), si è recata in loco per assistere il cavallo che presentava una ferita localizzata nella regione dell'interno-coscia. Il cavallo risultava un po’ agitato, seppur dolente e con una resezione parziale dell'arteria femorale sinistra, ci è stato spiegato. Il cavallo è stato curato ed è in fase di recupero, attualmente al pascolo con una buona condizione clinica.

"Le lesioni sul collo potrebbero essere classiche lesioni da branco: escoriazioni senza lacerazione della cute derivate da morsi che i cavalli utilizzano per definire le posizioni gerarchiche nel branco stesso", spiega lo studio veterinario. In merito alla ferita all'aorta, "si sfida chiunque anche solo a provare a lacerare con una lama quel distretto anatomico del cavallo (che si trova esattamente nel mezzo del treno posteriore dell'animale) che si difenderebbe sicuramente calciando il fantomatico malcapitato aggressore e riducendolo facilmente in fin di vita". 

Nessuna aggressione, dunque, secondo il veterinario (che precisa come, a quanto ne sa, nessuna ha testimoniato di un atto violento e nessuno ha assistito realmente al ferimento del cavallo): "le stesse lesioni lineari riscontrate sulla coscia di Eryn potrebbero esser state causate da strutture già comprese nei recinti stessi. Nella fattispecie, valutando la lesione e la zona, secondo la mia esperienza ventennale penso che il cavallo si possa esser ferito con la maniglia posta come terminale del filo elettrico (che va agganciata a quella che si ritiene essere la via di entrata ed uscita del paddock stesso)".

Il caso ha suscitato la preoccupazione di moltissime persone, tanto che il Dr. D'Albena, direttore sanitario della Equine Veterinary Services, ha raccontato: "La mia collega ed io siamo dovuti stare per ore al telefono a rassicurare il gran numero di clienti - proprietari di cavalli che, avendolo letto, hanno subito pensato al peggio e intasato le linee dello studio per avere chiarimenti e consigli su come difendersi dal fantomatico aggressore".

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