CRONACA
Assalto al Congresso. Tensione altissima a Washington: quattro morti. Pence a Trump: "La violenza non vince mai"
Scontri e disordini durante il congresso a Capitol Hill. I sostenitori di Trump irrompono al Capidoglio. E Twitter blocca il tycoon

STATI UNITI – L'America è sotto choc. Drammatiche le notizie che giungono da Capitol Hill, dove nella serata di ieri vi è stato un assalto al congresso da parte dei sostenitori di Donald Trump. Era in corso l'approvazione dei risultati delle elezioni presidenziali, quando un folto numero di fan di 'The Donald' ha fatto irruzione al Campidoglio causando morti, feriti e numerosi disagi. 

Il bilancio dei morti sale a quattro, mentre quello dei feriti a 13. Una donna, Ashli Babbit, è morta dopo essere stata sparata dagli agenti di polizia. La tensione resta altissima a Washington. Stando ad alcuni media, alcuni ministri di Trump stanno valutando di ricorrere al 25° emendamento per rimuovere il presidente in carica e affidare il Paese al vice Mike Pence. Altri, invece, stanno pensando di dimettersi a seguito dei disordini avvenuti.

Le forze dell'ordine hanno ripreso il controllo della capitale. Sono 52 le persone arrestate nella notte. La piattaforma social Twitter, nel frattempo, ha bloccato l'account di Donald Trump per 12 ore, motivando la decisione con delle "violazioni delle politiche di Twitter".

Dopo una sospensione durata alcune ore, è poi ripresa la sessione congiunta per la certificazione dei voti di Joe Biden: aprendo la nuova seduta, il presidente del Congresso Mike Pence ha condannato duramente l’assalto dei sostenitori di Trump: “Non avete vinto, la violenza non vince mai“, ha detto prendendo così le distanze da quanto avvenuto. Ma il tycoon ha continuato a telefonare ai senatori per chiedere loro di andare avanti con la presentazione delle obiezioni alla certificazione della vittoria di Biden ma il Senato le sta progressivamente respingendo. Il vice consigliere di Trump per la sicurezza nazionale, Matt Pottinger, si è dimesso e il sindaco di Washington Muriel Bowser ha dichiarato lo stato di emergenza nella capitale americana per 15 giorni, ovvero fino al 21 gennaio, il giorno successivo al giuramento di Joe Biden, confermando anche il coprifuoco.

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