CRONACA
Il lupo sul Gridone. Ormai delle predazioni si è perso il tracciamento. Come col Covid
L’indomito Germano Mattei, copresidente dell’Associazione svizzera per un territorio libero dai grandi predatori, segnala l’ennesimo sterminio di pecore e agnelli

BRISSAGO - I lupi non si contano più, sfuggono, si spostano veloci come il vento da un capo all’altro dei monti, battendo sentieri impervi alla ricerca di prede. Non si sa quanti siano, da dove vengano e dove vadano, se agiscano in branchi o in sortite solitarie. Ma agiscono, questo è certo, hanno fame e attaccano le greggi, che sono lì, al “vago pascolo”, a portata di zanne. Ormai, come i lupi, nemmeno le predazioni si contano più, si è perso il tracciamento, come quando è esplosa la pandemia di Covid, e le pecore sgozzate sono numeri in crescita esponenziale che serviranno forse alle future statistiche e alla contabilità dei risarcimenti.

Ieri l’indomito Germano Mattei, copresidente dell’Associazione svizzera per un territorio libero dai grandi predatori, ha segnalato l’ennesima razzia di pecore e agnelli. Questa volta sulle pendici del Gridone, la montagna che domina Brissago, meta di escursionisti e amanti della natura: 5 o 6 ovini uccisi e 20 dispersi, su un gregge che ne conta (ne contava) una cinquantina. Mattei rilancia l’allarme, non senza un’ironica frecciata alle atuorià: “In Val D’Illiez, Vallese, lupo abbattuto questa mattina dopo pochi giorni dall’autorizzazione. In Ticino tutto tace? Vi è veramente cambiamento climatico: tradizionalmente le marmotte in letargo andavano in inverno!”.

BRISSAGO - I lupi non si contano più, sfuggono, si spostano veloci come il vento da un capo all’altro dei monti, battendo sentieri impervi alla ricerca di prede. Non si sa quanti siano, da dove vengano e dove vadano, se agiscano in branchi o in sortite solitarie. Ma agiscono, questo è certo, hanno fame e attaccano le greggi, che sono lì, al “vago pascolo”, a portata di zanne. Ormai, come i lupi, nemmeno le predazioni si contano più, si è perso il tracciamento, come quando è esplosa la pandemia di Covid, e le pecore sgozzate sono numeri in crescita esponenziale che serviranno forse alle future statistiche e alla contabilità dei risarcimenti.

Oggi l’indomito Germano Mattei, copresidente dell’Associazione svizzera per un territorio libero dai grandi predatori, segnala l’ennesimo sterminio di pecore e agnelli. Questa volta sulle pendici del Gridone, la montagna che domina Brissago, meta di escursionisti e amanti della natura: 5 o 6 ovini uccisi e 20 dispersi, su un gregge che ne conta (ne contava) una cinquantina. Mattei rilancia l’allarme, non senza un’ironica frecciata alle autorità: “In Val D’Illiez, Vallese, lupo abbattuto questa mattina dopo pochi giorni dall’autorizzazione. In Ticino tutto tace? Vi è veramente cambiamento climatico: tradizionalmente le marmotte in letargo andavano in inverno!”.

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