CRONACA
Abusi alla scuola media di Lugano, segnalazioni mai ascoltate seriamente
Il Consiglio di Stato ha ricevuto il rapporto conclusivo dell'inchiesta amministrativa legata a quanto accaduto col docente condannato per reati contro l'integrità sessuale a danno di due allieve minorenni. C'erano state "non poche" segnalazioni
TIPRESS

LUGANO - Il Consiglio di Stato ha preso conoscenza, nei giorni scorsi, del rapporto conclusivo sull’inchiesta amministrativa (IA) aperta lo scorso gennaio su indicazione del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) a seguito dei fatti che hanno visto coinvolto l’ex direttore della SM di Lugano Centro condannato con sentenza del 16 febbraio ’23 per reati contro l’integrità sessuale a danno di due allieve minorenni iscritte all’istituto scolastico.

Il mandato chiedeva ai commissari di verificare eventuali violazioni amministrative nella gestione dei fatti intercorsi nel periodo aprile/maggio 2022 e più in generale chiarire le procedure seguite da docenti e direzione scolastica se avuta conoscenza di comportamenti inadeguati o illeciti da parte del docente penalmente condannato.

Dal rapporto, redatto dopo la raccolta di informazioni e diversi colloqui, emerge che non poche segnalazioni, relative ad atteggiamenti inadeguati, erano giunte al precedente (nonché in carica a quel tempo) direttore della SM di Lugano Centro espresse da diversi docenti e da parte di terze persone. Sempre secondo il rapporto dell’IA, il direttore in questione, prossimo al pensionamento, aveva affrontato e gestito ogni elemento venuto a sua conoscenza giudicandolo non sufficientemente allarmante o tale da giustificare l’adozione di misure incisive. In particolare, si precisa ancora, l’allora direttore della SM di Lugano Centro aveva deciso di non prendere contatto con i propri dirigenti superiori, a partire dalla capa Sezione dell’insegnamento medio.

L’inchiesta amministrativa ha permesso di escludere qualsiasi responsabilità dei docenti tuttora in carica, il cui comportamento, nella sostanza, è stato corretto. È stata invece accertata una responsabilità del direttore in carica nel periodo preso in esame, la cui reazione è stata quella di non affrontare il problema anche e soprattutto con i propri superiori; non si può comunque ritenere accertato un nesso causale fra l’errata valutazione, nonché l’omessa segnalazione ai superiori, e i fatti di rilevanza penale addebitati al docente condannato.

Il DECS rende noto che a seguito della vicenda sopraccitata, nonché raccolti i consigli dei commissari, è stato deciso di rafforzare la prevenzione e la gestione dell’ambiente scolastico e in particolare potenziare la sicurezza delle allieve e degli allievi contro ogni forma di violenza, oltraggio, brutalità fisiche o mentali, maltrattamento, molestie e abusi sessuali. Ogni comportamento inadeguato, ovvero qualsiasi condotta impropria, a scuola non deve essere tollerato. A questo proposito si è deciso di varare nuove Direttive con lo scopo di stimolare la notifica per la direzione scolastica che viene a conoscenza di qualsiasi comportamento considerato inadeguato.

La notifica in questione dovrà poi, salvo controindicazioni specifiche, essere condivisa con l’intero Consiglio di direzione e in seguito trasmessa ai propri superiori (sezione di riferimento del DECS). La selezione dei direttori sarà poi coadiuvata da un esperto con formazione psicologica. E ancora, fra le nuove misure vi sarà il rafforzamento della formazione e della sensibilizzazione dei docenti con una collaborazione in rete tra DFA/SUFFP, servizi specifici della Polizia cantonale e l’attuale gruppo di psicologi del DECS. Infine, verrà promosso un “coaching” interno quale supporto nella presa a carico delle situazioni problematiche constatate nella quotidianità di un istituto. Alcune misure verranno adottate da subito, altre con l’inizio dell’anno scolastico 2023/’24.

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