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Cronaca
04.03.2024 - 18:310

L'agressore 15enne, l'ebreo accoltellato e il video pro Isis: Zurigo è sotto shock

Il ministro Mario Fehr parla di "attacco terroristico". In Parlamento l'UDC va all'attacco: "Con il caos asilo abbiamo importato una nuova generazioni di antisemiti". E la sinistra lascia l'aula"

ZURIGO - Zurigo è sotto shock per l’aggressione antisemita ai danni di un ebreo ortodosso ad opera di un 15enne. L’uomo, 50enne, è stato più volte accoltellato sabato sera nel quartiere di Kreis 2. Ora è fuori pericolo, ma ha rischiato la morte a causa delle ferite riportate.

Oggi le autorità cantonali e comunali hanno tenuto una conferenza stampa, dalla quale sono emersi altri dettagli inquietanti. Innanzitutto un video di rivendicazione, girato prima dell’aggressione, nel quale il ragazzo, in arabo e con voce tranquilla, invoca una lotta mondiale contro gli ebrei e si dichiara fedele all’Isis: "Eccomi qui oggi, un soldato del califfato, rispondendo all'appello dello Stato islamico ai suoi soldati di attaccare gli ebrei e i cristiani e i loro criminali alleati.". Il 15enne, di origini tunisine, ha ottenuto la cittadinanza svizzera nel 2011.

Il Consigliere di Stato responsabile della sicurezza Mario Fehr, durante la conferenza stampa, ha definito l’evento come un “attacco terroristico”.  “L'autore - ha aggiunto - voleva specificamente uccidere un ebreo; si trattava ovviamente di un atto antisemita. È scioccante che un quindicenne si sia così radicalizzato”.

“Sappiamo - ha concluso il ministro - che il senso di sicurezza della comunità ebraica è stato scosso”. Per questo motivo la polizia della Città e quella cantonale, hanno alzato il livello di sicurezza per tutelare la comunità.

Le polemiche politiche

Non mancano le polemiche politiche. Sul caso si è chinato oggi il parlamento cantonale zurighese, dove l’UDC ha lanciato un duro attacco alla sinistra. Il capogruppo Tobias Weidmann. L’antisemitismo nel 2024, ha detto, non viene dalla destra, ma dalla sinistra anticapitalista, che maschera il suo antisemitismo come “critica di Israele”. "Con il caos dell'asilo, abbiamo importato una nuova generazione di antisemiti, che di solito non arrivano con stivali da combattimento, ma con sciarpe di Arafat o magliette di Che Guevara". 

Per protesta i parlamentari del PS e dei Verdi hanno abbandonato l’aula. L’UDC, ha spiegato la capogruppo Marti, sfrutta questo vergognoso attacco per aizzare la popolazione “contro gli stranieri e i richiedenti l’asilo e per esprimersi in modo razzista”. 

La NZZ: “In città l’antisemitismo prospera”

Ma la polemica divampa anche sui media. In un editoriale la NZZ scrive di un’aggressione “non inaspettata”.  “Dopo gli attentati di ottobre, le comunità ebraiche in Svizzera hanno registrato un aumento degli attacchi antisemiti. Da molto tempo gli ebrei non si sentono più al sicuro in città. Lo hanno fatto sapere più volte. Non sono stati ascoltati abbastanza. Ancora oggi manca una risoluta ribellione sociale contro il disumano antisemitismo, che prospera e trova sostenitori anche a Zurigo”.

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