CRONACA
Dazi amari: iPhone a 2'300 franchi? L'effetto Trump sulle big tech
Senza un dietrofront della Casa Bianca, un iPhone 16 Pro potrebbe arrivare a costare fino a 2'300 franchi. Se va bene...

NEW YORK – Dazi amari. Per tutti. Da quando Donald Trump ha annunciato la raffica di dazi commerciali, anche i colossi del settore tech tremano. Il responso della Borsa delle “magnifiche sette” fa paura: Amazon crolla del 10,8%, Meta del 12,9%, Tesla del 7,5%, Google del 5%, Microsoft del 6,4%. Numeri da shock anche per Apple, che in cinque giorni ha lasciato sul terreno un terrificante 18,9%, pari a 664 miliardi di capitalizzazione.

Apple resta comunque l’azienda con il maggior valore in Borsa. Ma le cose rischiano di peggiorare se la Casa Bianca non dovesse fare marci indietro sui dazi. Apple – come Tesla – produce la maggior parte dei suoi prodotti all’estero. Prodotti che arrivano da Paesi come Vietnam (46% di dazi), India (26%) e Cina (34%) con la minaccia di un rincaro fino al 50% dopo la risposta di Pechino. Insomma, son dazi amari. Amarissimi.

E ora che succede? L’effetto dazi colpisce e colpirà soprattutto i consumatori. Altro che sogno americano per le big tech. Il prezzo di un Iphone potrebbe impennarsi fino a 2'300 franchi nella versione top di gamma. Già nel 2018, dopo la prima tornata di dazi, Bloomberg aveva ipotizzato un aumento di 150 dollari per gli iPhone più costosi. Ma quella volta Cupertino riuscì ad assorbire il colpo. Stavolta, però, il colosso guidato da Tim Cook potrebbe non avere scampo. Perché non si può riportare la produzione in USA, come sogna Trump? Semplice: mancano le persone, le competenze, e pure la voglia. Lo disse lo stesso Cook già nel 2017. “Negli Stati Uniti non esiste una forza lavoro sufficientemente specializzata per sostenere la produzione su larga scala di dispositivi Apple. In Cina, invece, riusciamo a riempire stadi interi di ingegneri di processo. Negli Stati Uniti fatichiamo a riempire una sala riunioni”. L’unico prodotto Apple “made in USA” è il Mac Pro, venduto in volumi bassi rispetto agli altri prodotti di Cupertino.

Secondo un’analisi del Wall Street Journal, un Iphone 16 Pro da 256 GB oggi costa ad Apple 580 dollari per la sola produzione. A questa cifra vanno aggiunti marketing, software e servizi di cloud. Con i dazi, però, il quadro cambia. Il costo di produzione salirebbe a 850 dollari per unità e con i margini a rischio se il prezzo al consumatore non viene adattato. Ecco perché Reuters ha ipotizzato che il prossimo iPhone 16 Pro Max da 1TB potrebbe arrivare a 2.300 dollari (oggi è venduto a 1.599). E in Svizzera? Prepariamoci a metterne da parte almeno 2'300 franchi, se va bene.

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