CRONACA
Ricordate il caso della bidella pendolare? Ora è agli arresti domiciliari per stalking
Il suo caso fece scalpore nel 2023, salvo poi rivelarsi inesatto. Dalla scuola alle aule di giustizia: misure restrittive e arresto dopo le violazioni

CAIVANO – Ricordate il caso della “bidella pendolare”? Lei, Giuseppina Giugliano, aveva fatto parlare di sé nel gennaio del 2023 per aver raccontato di fare la pendolare tutti i giorni tra Napoli e Milano. Prendendo, a suo dire, il treno due volte al giorno per lavorare come bidella in una scuola di Milano. Una storia che aveva fatto scattare, però, diversi interrogativi e alimentato qualche sospetto in merito alla veridicità della storia.  

Incongruenze che hanno trovato con il tempo doverose smentite. Dopo il clamore mediatico, Giuseppina ottenne un’assegnazione provvisoria a Caivano, scuola guidata con coraggio e determinazione da Eugenia Carfora, nota per aver affrontato problemi legati alla camorra e aver ispirato una fiction Rai.

Le due storie si intrecciano presto. Nel novembre 2023, la direzione contesta alla bidella diversi giorni di assenza ingiustificata dal lavoro. Scatta il licenziamento, contestato dalla Giugliano con delle scuse come “la mail non è arrivata alla scuola”. Poco credibile. Licenziamento confermato. Secondo la sua ricostruzione, la bidella è “vittima di un’ingiustizia”. Si sfoga sui social e tramite mail e messaggi privati. Un flusso continuo che non conosce sosta. La direttrice la denuncia per stalking e il giudice dispone un’ordinanza restrittiva: divieto di avvicinarsi alla scuola e divieto assoluto di comunicare per via telematica o messaggi.

Provvedimenti che Giuseppina non rispetta e viola a più riprese, aggravando di fatto la sua posizione. La misura cautelare si aggrava e viene arrestata e resta in prigione per due mesi. La donna ha ottenuto la scarcerazione dopo il ricorso al Tribunale del Riesame. Oggi è agli arresti domiciliari, in attesa della conclusione del processo per stalking, previsto per la fine del mese di gennaio.

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