CRONACA
Dal radar "sparato" a Monteggio all'incidente di Gobbi: tre agenti sotto inchiesta e sospesi
L'indagine ha preso avvio dal danneggiamento e ha fatto emergere l'ipotesi di una possibile violazione del segreto d'ufficio
TIPRESS

Ricorderete la vicenda del radar di Monteggio, danneggiato nel novembre del 2024 con diversi colpi d’arma da fuoco. Alla fine emerse che a sparare era stato un agente della Polizia cantonale.

Nell’ambito di quell’indagine, il Ministero pubblico decise di sequestrare i dispositivi elettronici personali del poliziotto, tra cui il telefono cellulare. L’agente chiese però che il contenuto del telefono venisse sigillato. Solo in seguito, grazie a una decisione del giudice dei provvedimenti coercitivi, gli inquirenti hanno potuto accedere ai dati. A quel punto il procuratore generale Andrea Pagani ha fatto analizzare il contenuto dell’apparecchio.

Ed è proprio da quella analisi, come rivelato oggi dalla RSI, che sarebbero emersi anche indizi di una possibile violazione del segreto d’ufficio. Non soltanto da parte del poliziotto già indagato per il caso del radar, ma anche di altri due suoi colleghi della Cantonale. Anzi, forse addirittura tre...

Secondo informazioni raccolte da Liberatv, due agenti dello stesso reparto del poliziotto inchiestato per il radar, sarebbero stati sospesi, mentre un terzo sarebbe stato trasferito a un altro reparto. Oltre al procedimento penale, vi sarebbe dunque anche una ricaduta immediata sul piano interno e disciplinare.

Le presunte fughe di notizie riguarderebbero essenzialmente l’incidente stradale che coinvolse il consigliere di Stato Norman Gobbi il 14 novembre 2023, in Leventina. Una vicenda che all’epoca aveva alimentato polemiche, illazioni e un intenso dibattito politico e mediatico. Da quel caso era scaturita anche un’inchiesta per favoreggiamento nei confronti degli agenti intervenuti quella notte, agenti che in seguito sono stati scagionati in sede penale.

Il nuovo filone, però, è un’altra cosa. Non riguarda il procedimento già noto e conclusosi con il proscioglimento degli agenti finiti a processo per favoreggiamento. Riguarda, come detto, una possibile fuga di informazioni riservate, emersa in modo del tutto casuale e collaterale grazie al sequestro del telefono dell’agente accusato di aver sparato contro il radar di Monteggio.

Il reato ipotizzato dal procuratore generale Pagani è quello di violazione del segreto d’ufficio. Naturalmente, per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza e sarà l’inchiesta a dover chiarire in modo preciso ruoli, responsabilità ed eventuali conseguenze penali.

Resta però il nodo più delicato: nei confronti di chi sarebbe stato violato il segreto d’ufficio? In altre parole, a chi sarebbero state trasmesse informazioni sensibili relative all’incidente stradale di Norman Gobbi?

È la domanda che si pone anche il servizio della RSI. E cioè: tra i beneficiari di quelle informazioni potrebbero esserci stati anche esponenti della politica ticinese, o giornalisti?

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