Il rapporto indipendente: "Le cause risiedono nella nomina affrettata dell'allora primario e nei preesistenti conflitti di interesse, ma anche di una gestione inadeguata del reparto"

ZURIGO - Morti sospette e gravi mancanze. La vicenda dell’ospedale universitario di Zurigo arriva fino all’Italia, dove oggi opera il noto cardiochirurgo Francesco Maisano all’ospedale San Raffaele di Milano. L’ospedale ha riconosciuto “un eccesso di mortalità pari a 68-74 decessi nel reparto di cardiochirurgia tra il 2016 e il 2020”. A svelare le cifre è stata un’inchiesta indipendente di cui ha parlato lo stesso istituto e condotta dall’ex giudice federale Niklaus Oberholzer. Nel rapporto si legge che “le cause di questi incidenti risiedono principalmente nella nomina affrettata dell’allora primario, nella mancanza di leadership e nei preesistenti conflitti di interesse, ma anche di una gestione inadeguata del reparto stesso”.
Dei 307 decessi esaminati individualmente, 11 sono stati classificati come inattesi. L’impiego di dispositivi medici innovativi è stato ritenuto inappropriato in 13 casi. Numeri che hanno spinto l’ospedale a fare mea culpa e porgere le scuse “alle vittime e le loro famiglie per le sofferenze patite a causa della condotta illecita ora scoperta”. Lo stesso ospedale ha attivato una linea telefonica di supporto per garantire sostegno alle famiglie dei pazienti che possono mettersi in contatto per riferire le proprie storie e chiedere assistenza.
L’azienda ospedaliera svizzera ha lasciato intendere nel rapporto un possibile seguito giudiziario. “Al fine di valutare le condotte illecite – si legge – e le corrispondenti responsabilità penali, il CdA dell’ospedale ha deciso di segnalare gli 11 decessi imprevisti e i 13 casi di uso improprio di dispositivi medici alla Procura del Canton Zurigo”. Nelle pagine redatte a seguito dell’inchiesta interna si evince che “dal cambio di direzione del Dipartimento di Cardiochirurgia, il livello di qualità, misurato dal tasso di mortalità, è tornato a soddisfare i più elevati standard”.
Il Fatto Quotidiano ha provato a contattare Maisano, che ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Nello stesso silenzio si è chiuso il San Raffaele, che rimane comunque estraneo alla vicenda.
È invece tornata a parlare la fonte che ha portato alla luce lo scandalo all’ospedale di Zurigo. L’uomo – nel frattempo licenziato – ha parlato al Tages Anzeiger affermando che “la mia reputazione è stata distrutta. Non so se lo rifarei”.