"Non facciamoci condizionare dai buonisti. Altrimenti la Svizzera cambierà in peggio e saremo noi colpevoli di averlo permesso"

*Di Alberto Siccardi
Premetto che sono uno svizzero “di carta” da 46 anni e un imprenditore con 1.200 e più impiegati in Ticino (oltre ad altrettanti nel mondo).
Ma voterò sì, perché spero che i 10 milioni non avranno la composizione della popolazione europea. Vorrei cioè che ad un’eventuale vittoria del sì, in cui spero intensamente, seguano quelle misure legislative e normative che evitino di accettare nel nostro Paese l’instaurarsi della paura di uscire in strada la sera, come succede in Italia in certi quartieri delle grandi città. Guardate per esempio il TG1: il 50% del tempo è dedicato a questo genere di (brutte) notizie.
Non riusciremo ad adottare le leggi australiane, che respingono e deportano i “boat people” fermati in mare su due isole deserte, dove i rispettivi Governi pagano finché non sono queste stesse persone a chiedere di essere rimpatriate. La Meloni in Albania ha provato ad attuare qualcosa di simile, ma certe forze interne, fra cui la magistratura e quelle che sfruttano la manodopera degli immigrati, non glielo hanno permesso.
Molti governi africani sono invece invasi da disperati provenienti dal deserto che loro stessi non riescono a gestire, e li respingono a fatica e a volte con crudeltà.
La Svizzera deve guardare all’Italia e all’Europa. Il limite di 10 milioni serve a poco se ad esso non segue una forte volontà legislativa, quella che è descritta nel libretto del materiale già distribuito ai votanti per posta. Ma uno si chiede: le leggi che ci promettono di applicare saranno quelle giuste? Inoltre, verranno applicate con la necessaria severità?
Cosa sta facendo per esempio la città di Lugano contro le bande che già oggi a tarda sera si permettono di importunare la gente alla pensilina in centro?
Quando nell’80 sono arrivato in Ticino con la mia famiglia, le autorità, per arginare l’invasione degli stranieri incivili, portavano queste persone in caserma e le sottoponevano a misure rigide, e in prigione esse sarebbero state comunque molto meglio che nei loro Paesi. Ma quei tempi sono evidentemente passati e il trend della nostra severità con i delinquenti, anche stranieri, non è certo rassicurante.
Ecco perché votare sì è importante, ma è anche chiaro che se noi lasciamo che i 10 milioni siano composti senza un vero controllo, e non creiamo dei meccanismi di espulsione per gli stranieri che delinquono, essi nel migliore dei casi staranno al calduccio nelle nostre prigioni, ma dopo aver compiuto le loro malefatte e distrutto una delle migliori qualità svizzere, ossia la sicurezza che attira gente per bene dall’estero.
E non facciamoci condizionare dai buonisti. Per la Svizzera, si tratta di lasciare entrare nel Paese le persone che vogliono e possono lavorare, o intendono seguire corsi di formazione per essere in grado di svolgere un’attività, e di respingere i poco di buono ed espellere, con decisione, coloro che delinquono.
Altrimenti la Svizzera cambierà in peggio e saremo noi colpevoli di aver permesso a qualcuno di lasciare che questo avvenga.
*Articolo apparso sull'edizione odierna del Corriere del Ticino