CRONACA
Ponte Morandi, le scuse otto anni dopo: "Un'esigenza morale"
L’amministratore delegato Giana, in carica dal 2025: “Le azioni e scelte di alcuni hanno lasciato ferite indelebili. Il nostro gesto non cancella il dolore”

GENOVA – A poche ore dalla sentenza di primo grado sul crollo del Ponte Morandi, Autostrade per l'Italia ha diffuso un messaggio pubblico in cui, per la prima volta in modo così esplicito, porge le proprie scuse ai familiari delle vittime, alla città di Genova e all'intero Paese.

Nel testo si ripercorre l'emozione collettiva di quella mattina del 14 agosto 2018, quando le immagini del crollo tennero milioni di italiani incollati agli schermi, con il pensiero rivolto alle vittime innocenti, alle famiglie distrutte e ai feriti soccorsi dagli operatori intervenuti sul posto.

“Io ero uno dei milioni di cittadini che si trovava attonito davanti agli schermi della televisione, dove scorrevano le drammatiche immagini di quella tragedia che si stava consumando a Genova”, scrive nella lettera l’Ad di Autostrade per l’Italia Arrigo Giana.

“Nel tempo che seguì il crollo del ponte Morandi – aggiunge -, continuavo quindi a domandarmi come fosse stato possibile non chiedere immediatamente scusa per quanto era successo. Un’ulteriore incomprensibile ferita, vissuta altrettanto drammaticamente dalla comunità. Le azioni e le scelte di alcuni hanno lasciato ferite indelebili, quindi porgere oggi quelle scuse non fatte ieri è una nostra esigenza morale che va al di là dell’accertamento delle responsabilità e del corso della Giustizia verso la verità”.

E ancora: “Autostrade per l’Italia preserva la sua storia e il suo nome anche per custodire la memoria di quanto accaduto il 14 agosto 2018 come monito costante, anche se oggi questa azienda è altro rispetto ad allora: un nuovo corso sotto il controllo dello Stato e con nuovi azionisti. Una nuova gestione, con nuovi dirigenti che lavorano giorno per giorno per monitorare la rete, pianificare gli interventi e prevenire i rischi, garantendo così la sicurezza delle infrastrutture, dei viaggiatori e dei lavoratori. Rompiamo il silenzio dunque”.

Poi le scuse vere e proprie. “Ribadendo l’assoluto impegno delle nostre diecimila lavoratrici e lavoratori affinché fatti del genere non si ripetano mai più, a nome del Gruppo Autostrade per l’Italia voglio chiedere scusa ai familiari delle vittime, ai genovesi e a tutti gli italiani per le sofferenze originate dal tragico evento del Morandi. Pur consapevole che il nostro gesto non potrà mai cancellare il loro dolore”.

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