CRONACA
Strip club, viaggi e affari occulti: l’accusa all’attacco del 'ticinese' Pierin Vincenz, ex numero uno di Raiffeisen
Il Blick racconta la tesi della Procura: quasi 200mila franchi spesi in 102 visite a locali notturni e guadagni segreti attraverso operazioni societarie

ZURIGO – Viaggi con familiari e amici addebitati alla banca, quasi 200mila franchi spesi in locali notturni e presunti guadagni occulti ottenuti attraverso una serie di acquisizioni societarie. È tornata all’attacco l’accusa nel processo a Pierin Vincenz, l’ex numero uno di Raiffeisen Svizzera, nuovamente davanti all’Alta Corte zurighese insieme all’ex responsabile di Aduno Beat Stocker e agli altri imputati.

Il Blick, che, tra altri media, sta seguendo in diretta quello che definisce “il processo economico del decennio”, racconta una giornata dominata dalle arringhe dei pubblici ministeri. Quella del procuratore Marc Jean-Richard-dit-Bressel dovrebbe durare da sola circa sei ore, mentre le parti hanno annunciato complessivamente 27 ore di interventi.

Vincenz, oggi settantenne, vive da quattro anni in Ticino e, interrogato nei giorni scorsi sulla propria situazione economica, avrebbe descritto una gestione finanziaria “molto rigorosa”. Un presente ben diverso dagli anni durante i quali guidava Raiffeisen e conduceva una vita caratterizzata, stando alle contestazioni, da viaggi, frequentazioni mondane e spese considerevoli.

Una prima condanna mai diventata definitiva
Non si tratta propriamente della ripetizione integrale del processo di primo grado, ma del procedimento d’appello contro la sentenza pronunciata dal Tribunale distrettuale di Zurigo nell’aprile del 2022.

In quella sede Vincenz era stato riconosciuto colpevole, tra l’altro, di truffa, amministrazione infedele qualificata e corruzione privata passiva, e condannato a tre anni e nove mesi di carcere. A Stocker erano stati inflitti quattro anni. Entrambi hanno impugnato la decisione, che non è mai diventata definitiva.

Nel gennaio del 2024 l’Alta Corte zurighese aveva annullato la sentenza e rinviato gli atti alla Procura, contestando alla lunghissima requisitoria scritta di non rispettare le esigenze di legge e rilevando carenze nella traduzione destinata a un imputato francofono.

La svolta è arrivata nel febbraio del 2025, quando il Tribunale federale ha sconfessato l’Alta Corte: considerata la complessità del caso, l’atto d’accusa dettagliato era giustificato e il diritto alla traduzione non era stato violato. La massima autorità giudiziaria ha quindi imposto la prosecuzione del procedimento d’appello, evitando che l’intero processo dovesse ripartire da zero. Ora i giudici zurighesi devono esaminare il merito delle contestazioni e delle impugnazioni.

Quasi 200mila franchi in 18 strip club
Nella sua requisitoria, riferisce il Blick, il pubblico ministero Damian Graf si è inizialmente concentrato sulle controverse note spese di Vincenz. L’ex banchiere avrebbe ripetutamente utilizzato la carta di credito aziendale per pagare viaggi compiuti insieme a familiari e amici, sostenendo che avessero finalità professionali.

Tra gli esempi citati figura un soggiorno a Londra, considerato dal tribunale di primo grado un viaggio d’affari. La Procura contesta questa conclusione: annotazioni come “non inserire appuntamenti” e “bambini” indicherebbero, secondo Graf, la natura privata della trasferta. Durante gli interrogatori Vincenz non sarebbe inoltre riuscito a indicare alcun appuntamento professionale avvenuto in quei giorni.

Il capitolo più appariscente riguarda però cabaret, locali notturni e strip club. Secondo i dati ricordati dal quotidiano, Vincenz avrebbe effettuato 102 visite in 18 locali diversi, spendendo complessivamente quasi 200mila franchi, addebitati al conto spese di Raiffeisen. La somma riguarda dunque Vincenz personalmente, non l’insieme degli imputati.

La Procura gli rimprovera anche di non avere mai voluto rivelare l’identità delle persone incontrate nei locali. Per l’accusa, proprio questa reticenza dimostrerebbe che Vincenz fosse consapevole dei rischi che simili frequentazioni comportavano per la sua reputazione e per quella della banca.

Graf ha evocato l’immagine della Raiffeisen “con i piedi per terra”, sostenendo che una spesa di rappresentanza cessa di essere legittima quando rischia di danneggiare la reputazione dell’istituto. Vincenz ha invece sempre sostenuto che gran parte di quegli incontri avesse una giustificazione professionale.

Le spese rappresentano comunque soltanto un capitolo secondario del procedimento. La Procura le utilizza anche per delineare il profilo di un dirigente che, secondo la sua tesi, avrebbe agito seguendo regole proprie e interpretando con estrema disinvoltura i confini tra interessi aziendali e vantaggi personali.

Il triangolo al centro dell’accusa
Il nucleo più pesante del procedimento riguarda infatti alcune operazioni societarie. Jean-Richard-dit-Bressel le ha illustrate ai giudici tracciando ripetutamente in aria un triangolo con la penna.

Alla base di questo schema si trovano Vincenz e Stocker. L’accusa sostiene che i due si siano interessati personalmente, e senza dichiararlo, ad aziende successivamente acquistate da Raiffeisen o dalla società di pagamenti Aduno, nelle quali ricoprivano funzioni dirigenziali. Attraverso partecipazioni nascoste e cosiddette retrocessioni avrebbero così ottenuto guadagni personali, pur avendo il dovere di tutelare esclusivamente gli interessi dei propri datori di lavoro.

Per sostenere questa costruzione, il procuratore ha richiamato numerose sentenze del Tribunale federale dedicate all’obbligo di consegnare o dichiarare retrocessioni, commissioni e vantaggi ricevuti nell’ambito di un mandato.

La difesa contesta la ricostruzione, nega che gli imputati abbiano danneggiato le aziende e sostiene che le operazioni avessero un’autentica logica imprenditoriale. Durante gli interrogatori Andreas Etter, coinvolto nell’affare Investnet, ha affermato che l’azienda rimase redditizia anche dopo la cessione a Raiffeisen e che, a suo giudizio, sarebbe semmai la banca a dovergli ancora del denaro.

Il precedente della FIFA
Nel corso della requisitoria è comparsa anche la FIFA. Non perché esistano legami d’affari tra Vincenz e la Federazione internazionale di calcio, ma per un parallelismo di carattere giuridico.

Il procuratore ha richiamato alcune sentenze del Tribunale federale riguardanti le pratiche commerciali di ex segretari generali della FIFA, utilizzandole per illustrare il dovere di diligenza gravante su chi amministra il patrimonio di un’organizzazione. Secondo l’accusa, Vincenz e Stocker erano sottoposti allo stesso obbligo nei confronti di Raiffeisen e Aduno e non potevano anteporre i propri interessi economici a quelli delle aziende.

Interpellato dal Blick sul curioso accostamento al mondo del calcio, Vincenz ha reagito con una battuta: “Adesso devo anche saper giocare a calcio?”.

Dietro l’ironia resta però una posta in gioco considerevole. L’ex banchiere continua a respingere le accuse e la condanna del 2022 non è definitiva. Sarà ora l’Alta Corte di Zurigo a stabilire se confermarla, modificarla o assolvere in tutto o in parte gli imputati.

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Coop arriva a Brissago: è il 50° negozio in Ticino

11 AGOSTO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Mangia a Brisag torna con una seconda edizione tutta da scoprire

11 AGOSTO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Open Doors, assegnati i premi ai progetti cinematografici emergenti

10 AGOSTO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Gigio Pedrazzini: "Vi racconto il mio Film Festival. Le finanze, la governance, le radici..."

06 AGOSTO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Hotel Belvedere Locarno, dove il cinema vive oltre lo schermo

03 AGOSTO 2026
MEDICI IN PRIMA LINEA

Medici di famiglia, nasce SMaRTi: "Un modello unico in Svizzera"

02 AGOSTO 2026
LiberaTV+

POLITICA E POTERE

La nota del Governo: Zali rinuncia alla responsabilità politica di Polizia e Magistratura

23 LUGLIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026