CRONACA
La Svizzera dei ricchi nel mirino delle bande criminali francesi. E in Ticino...
Dalle ville sul lago Lemano alle concessionarie ticinesi, cresce l'attenzione per il fenomeno della criminalità transfrontaliera. Bande organizzate, giovani reclutati sui social e colpi mirati

La Svizzera è un Paese ricco. E la sua ricchezza attira anche un turismo molto particolare: quello criminale. Bande che attraversano le frontiere per mettere a segno furti e rapine, impossessarsi di automobili di lusso, gioielli e denaro, per poi tentare di rientrare all'estero con il bottino.

Il fenomeno sta suscitando crescente preoccupazione soprattutto nella Svizzera francese, dove alcune delle zone residenziali più esclusive del lago Lemano sono diventate teatro di furti nelle ville e violente incursioni nelle abitazioni.

A raccontarlo è il Blick, che ha raccolto le testimonianze di diversi residenti benestanti nella regione di Terre Sainte, tra Ginevra e Nyon. Una zona di ville milionarie, residenze prestigiose e facoltosi cittadini stranieri, dove la vicinanza con la frontiera francese rende particolarmente agevoli gli spostamenti.

In un caso, tre uomini mascherati hanno scavalcato la recinzione di una proprietà in pieno giorno, infranto una finestra e tentato di introdursi nell'abitazione, nonostante la presenza della proprietaria e della figlia. I sospettati sono stati successivamente arrestati nella regione parigina.

Tra le vittime figura anche l'ex campione del mondo di Formula 1 Alain Prost, la cui abitazione a Nyon è stata presa di mira lo scorso maggio. Durante l'incursione, uno dei figli è stato costretto ad aprire una cassaforte.

Un altro facoltoso residente britannico, Robert Gibbins, ha addirittura deciso di lasciare la Svizzera dopo un furto nella sua villa di Founex, durante il quale i malviventi hanno sottratto una cassaforte del peso di circa 200 chili.

La paura ha spinto gli abitanti della regione a organizzarsi autonomamente. È nato un gruppo WhatsApp di vigilanza di quartiere che riunisce ormai circa 800 persone, impegnate a segnalare movimenti sospetti e possibili pericoli.

Secondo alcuni residenti, nell'ultimo anno si sarebbero verificati oltre 60 furti. Un dato che non trova però conferma nelle statistiche della Polizia cantonale vodese, che per il 2025 indica nove furti con scasso nella regione considerata. I dati del 2026 non sono ancora disponibili.

Il fenomeno arriva anche in Ticino

Il problema della criminalità transfrontaliera non riguarda soltanto la Svizzera romanda. Anche il Ticino ha conosciuto negli ultimi mesi episodi che presentano caratteristiche analoghe, soprattutto nel settore dei furti di automobili di alta gamma.

Il 24 settembre il Ministero pubblico e la Polizia cantonale hanno annunciato l'arresto di tre persone coinvolte in una serie di furti presso concessionarie e carrozzerie di Manno, Lamone e Camorino.

I sospettati, secondo gli inquirenti, erano stati reclutati attraverso i social network. Dopo aver forzato gli accessi alle strutture, si erano impossessati delle chiavi di quattro automobili di lusso, fuggendo a bordo dei veicoli.

In manette erano finiti due cittadini francesi di 19 e 21 anni e un cittadino marocchino di 24 anni. Due risiedevano in Francia, mentre il terzo era domiciliato nel Canton Zurigo.

Pochi giorni più tardi, il 2 ottobre, un'altra operazione ha portato all'arresto di tre giovani per un furto avvenuto in un garage di Noranco. Si trattava di un cittadino italiano di 20 anni, un algerino di 21 e un francese di 25, tutti residenti in Francia.

Anche in questo caso erano state rubate tre automobili di alta gamma, successivamente recuperate dalla polizia.

In poche settimane, dunque, sei arresti in due operazioni distinte, con cinque sospettati residenti sul territorio francese.

Gli investigatori stanno verificando possibili collegamenti tra i diversi episodi e l'eventuale coinvolgimento di altre persone.

Ottanta furti nelle abitazioni e un milione di danni

Ma c'è un altro elemento che conferma come il Ticino sia da tempo nel mirino di gruppi criminali organizzati provenienti dall'estero.

Nel bilancio della criminalità relativo al 2025, la Polizia cantonale ha riferito di una vasta inchiesta su furti commessi in abitazioni di fascia medio-alta, attribuiti dagli investigatori a gruppi provenienti dal Nord Italia.

L'indagine ha permesso di identificare o fermare 30 persone, tra cui alcuni minorenni, e di ricostruire oltre 80 furti, con danni stimati vicini al milione di franchi.

Gli obiettivi erano soprattutto denaro contante e gioielli. Gli investigatori hanno inoltre individuato un autonoleggio del Luganese che avrebbe agevolato gli spostamenti dei sospettati attraverso contratti alterati.

Altre indagini hanno riguardato gruppi organizzati di cittadini sudamericani, prevalentemente cileni, sospettati di furti in immobili di lusso e di sottrazioni di casseforti.

Una criminalità che supera le frontiere

Secondo quanto riferito dall'Ufficio federale di polizia al Blick, alcune organizzazioni reclutano giovani e minorenni attraverso Internet, offrendo compensi che possono andare da alcune centinaia a oltre 10'000 euro per partecipare ad azioni criminali.

È un modello che gli investigatori definiscono "crime as a service": i mandanti organizzano le operazioni, mentre gli esecutori vengono ingaggiati per compiere materialmente i colpi.

La Svizzera rappresenta un obiettivo appetibile per il suo elevato tenore di vita e per la concentrazione di beni di valore. La facilità degli spostamenti transfrontalieri può inoltre favorire chi intende entrare nel Paese per commettere un reato e ripartire rapidamente.

Occorre tuttavia distinguere i singoli episodi da un aumento generalizzato della criminalità. In Ticino, secondo i dati ufficiali, nel 2025 i furti complessivi sono diminuiti del 5,9% rispetto all'anno precedente e quelli con scasso del 20%.

Il fenomeno delle bande organizzate resta dunque una questione specifica, che non coincide necessariamente con l'andamento generale dei reati contro il patrimonio.

Rimane però un interrogativo che riguarda tanto la Svizzera romanda quanto il Ticino: quanto sono preparate le autorità a contrastare organizzazioni che operano su più territori, reclutano esecutori a distanza e sfruttano la rapidità degli spostamenti oltrefrontiera?

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