POLITICA E POTERE
Circonvallazione Agno-Bioggio, dopo il "no" di Berna, Barra presenta il piano B
Il Direttore del Dipartimento del Territorio, dopo che la Confederazione ha deciso di non finanziare l'opera, lancia la sua proposta: "I 40 milioni che doveva metterci Berna dovranno essere assunti da Canton e comuni. O si fa così o l'opera non si fa"

BELLINZONA - Ieri la doccia gelata da Berna: la circonvallazione Agno-Bioggio non sarà finanziata dalla Confederazione. Il che, in soldoni, significa che all'opera vengono a mancare in un sol colpo 40 milioni, sui circa 130 di costo totale. Oggi, il Direttore del Dipartimento del Territorio Michele Barra, ha convocato la stampa a Bellinzona per dire la sua e per illustrare un piano b per salvare il progetto che il Malcantone aspetta da decenni.

Michele Barra, prima di tutto un commento alla notizia. Si aspettava una decisione simile dalla Confederazione?
"Diciamo che più o meno pensavo che arrivasse una decisione di questo tenore. Naturalmente ho sperato fino all'ultimo che la Confederazione mestese a disposizione un budget globale più elevato e dunque finanziasse anche la circonvallazione. Ma Berna di soldi non ne ha, nonostante faccia utili….".

Tutta colpa della Confederazione oppure anche in Ticino ci si deve rimproverare qualcosa per questo mancato finanziamento?
"Mi limito a constatare una cosa. Locarnese, Mendrisiotto e Bellinzonese, hanno ottenuto ciò che volevano lavorando negli anni molto a stretto contatto con il Dipartimento del Territorio. Mentre il Luganese ha fatto un po' tanto per conto suo. Ha scelto una via solitaria, e questo sicuramente è stato un errore. Poi però bisogna dire che sulle 39 circonvallazioni sottoposte a Berna per il finanziamento solo 5 riceveranno i soldi, e la più cara costa 30 milioni. Il primo criterio della Confederazione nella scelta di queste opere è infatti quello dei costi, e per la Agno-Bioggio, dovevano mettere 40 milioni. Molto costosa. Difficile in partenza, dunque, che a fronte di un budget di un miliardo e duecento milioni per tutta la Svizzera, la Confederazione potesse finanziare l'opera del Malcantone".

Veniamo al piano b?
"Ieri a Rodi Fiesso ne abbiamo discusso in Consiglio di Stato e la posizione è chiara: noi vorremmo continuare il progetto. Naturalmente i comuni del luganese dovranno aumentare la loro partecipazione economica. Se sono d'accordo, si fa, altrimenti si ferma tutto. Diciamo che i 40 milione della Confederazione dovremmo dividerceli, in parti da concordare, tra il Cantone e i comuni. Con i chiari di luna del preventivo il Cantone non può assolutamente accollarsi interamente la somma ...".

Diceva dei chiari di luna del preventivo: se trovate l'accordo con i comuni il Cantone è sicuro di avere a disposizione le risorse per fare la sua parte?
"Se c'è l'accordo, si fa, il Governo ha deciso. Ho ricevuto mandato da parte degli altri Consiglieri di Stato proprio per trattare con i comuni. Si possono immaginare diversi scenari, anche con una costruzione e un pagamento a tappe. I prossimi due mesi dovranno essere di lavoro assiduo per cercare delle soluzione. Non si può star qui a perdere tempo. Serve una decisione".

È ottimista sul buon esito delle trattative?
"Se non si trovasse l'accordo il danno sarebbe enorme, perché poi quando lo riprendiamo questo progetto? I costi nell'edilizia crescono, il costo del denaro è basso, chi mi dice fra dieci anni sarà ancora così? Io sono ottimista ma ottimisti devono essere prima di tutto loro, i comuni. Credo che sia il momento giusto per fare uno sforzo".

Per concludere, come sa c'è un po' di polemica perché questa notizia del mancato finanziamento di Berna è emersa dopo la votazione popolare sulla Galleria del nove giungo. Uno degli argomenti contro l'iniziativa leghista e a favore della circonvallazione era la maggior facilità di realizzare questa seconda ipotesi proprio grazie ai sussidi federali. Lei quando ha saputo che da Berna non sarebbe arrivato un quattrino?
"Io qualche dubbio l'ho sempre avuto. Immaginavo che non sarebbe stato semplice ottenere il sussidio federale, anche a fronte di notizie assolutamente riservatissime che avevo avuto. Notizie però che non davano alcuna certezza sulla decisione finale e fino all'ultimo ho sperato che le cose potessero cambiare per il meglio. La notizia certa, invece, l'ho avuto soltanto il 24 giungo. Ma il punto importante è un altro. Questa decisione di Berna dimostra per l'ennesima volta come il progetto della galleria fosse insostenibile. Se non hanno trovato i soldi per la circonvallazione, figuriamoci se li avrebbero trovati per un'opera di gran lunga più costosa".

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