Il ministro della scuola ci invia una lettera aperta al presidente del PPD in risposta alle sue dichiarazioni su Liberatv: "Parla chiaro e prima di farlo informati”

Caro presidente Jelmini,
forse lei si riferiva ad altro, forse ha usato parole sbagliate, forse è stata colpa dei giornalisti, ma un conto è dire che la scuola promuove la sostituzione di docenti residenti con docenti esteri, altro discutere di abilitazioni. Si riguardi in streaming le sue dichiarazioni pubbliche e troverà il primo concetto, inveritiero, non il secondo.
Quanto alle abilitazioni, che per inciso sono effettuate dal DFA della SUPSI e non dal Cantone, gli studenti ticinesi con un diploma accademico che non possono iniziare immediatamente l’abilitazione sono pochissimi, lo ammette lei quando parla di “materie specialistiche”. Se si vogliono organizzare abilitazioni ogni anno per due o tre studenti si può fare, ma come immaginerà costa molto ed in molti, lei compreso, oggi ci chiedono di spendere meno. Anche per questo si attende di avere un certo numero di abilitandi prima di far partire i corsi in queste materie particolari, tenendo conto oltretutto delle reali necessità di personale docente. Nel frattempo queste persone comunque spesso fanno supplenze, ottengono incarichi limitati e poi in genre tutti trovano lavoro nella scuola pubblica.
Per risolvere il problema di queste poche persone è da un pezzo che seguiamo l’undicesimo comandamento da lei stesso coniato (per maggiori informazioni clicca qui), con gli incarichi limitati quando possibile e da settembre con la formazione parallela alla professione.
E allora, visto che vogliamo far concorrenza a Mosè, la inviterei gentilmente la prossima volta a seguire il dodicesimo precetto, che dice “parla chiaro e prima di farlo informati”.
Manuele Bertoli, direttore Dipartimento educazione cultura e sport