Politica e Potere
08.05.2014 - 11:240
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:41

Savoia: "Chiederò un incontro urgente ai presidenti di partito: il Governo deve obbedire alle richieste del Gran Consiglio"

Il coordinatore dei Verdi dopo la visita di Widmer Schlumpf: "Domani stesso scriverò ai colleghi: il Parlamento ha indicato ai ministri cosa vogliamo su frontalieri e padroncini"

BELLINZONA - "Domani stesso, quando rientrerò in Ticino, contatterò i miei colleghi presidenti di partito per proporgli un incontro urgente. Non possiamo permettere che i ticinesi continuino ad essere presi in giro dalla Confederazione. Come partiti abbiamo trovato un vasto consenso su alcune misure. Dobbiamo trovarci per ribadire con forza le nostre richieste e fare in modo che il Consiglio di Stato obbedisca alla volontà espressa dal Gran Consiglio, sostenendole con la dovuta determinazione nelle discussioni con Berna". Firmato Sergio Savoia.

Il coordinatore dei Verdi è in viaggio mentre lo raggiungiamo per un commento sulla visita di Widmer Schlumpf e per le polemiche scaturite anche per l'atteggiamento, a giudizio di alcuni "troppo molle", del Consiglio di Stato. 

"Per tanto così - dichiara Savoia a Liberatv - Widmer Schlumpf poteva starsene a casa. Ha avuto semplicemente un po' di bon ton rispetto all'ultima volta ma nel concreto per noi non è cambiato nulla: sul fronte frontalieri, padroncini e black list, non c'è un solo dossier che si sblocchi nella direzione auspicata dal Ticino. I "no" della Consigliera Federale alle nostre richieste rappresentano una posizione semplicemente inaccettabile. Come abbiamo capito tutti le trattative con l'Italia sono ancora in alto mare e ci resteranno a lungo. Le visite e le promesse servono a far star buoni noi, non l'Italia: in questo modo ci fanno perdere tempo e ci impediscono di usare l'unica arma che abbiamo a disposizione, cioè il blocco dei ristorni. La tattica che la Svizzera ha adottato nei confronti di Roma fino ad ora sta dando esiti disastrosi. E poi, scusate: ma la Confederazione prima di fare gli interessi dell'Italia, preoccupandosi della loro possibile irritazione, dovrebbe fare gli interessi del Ticino. Purtroppo anche il Consiglio di Stato sta mostrando di accoccolarsi ai desideri della Widmer Shclumpf, a cominciare da Laura Sadis".

E proprio sul fronte ticinese, il coordinatore dei Verdi si infiamma: "Noi - argomenta Savoia - dobbiamo smetterla di fare i barboncini di Berna. Il nostro Governo continua ad ignorare un fatto fondamentale. Il Gran Consiglio ha dato una linea chiarissima e a maggioranza bulgara: vogliamo la la rescissione dell'accordo sui frontalieri e l'abolizione delle notifiche online. Il Governo su questi punti non ha un margine di apprezzamento: deve portare avanti la linea del Parlamento che, vale la pena ricordarlo, è sovrano ed è il primus inter pares dei cittadini, nonostante non sia mai rappresentato a questi vertici con la Confederazione. Il Consiglio di Stato, di conseguenza, deve semplicemente obbedire al Gran Consiglio e ai cittadini che il 9 febbraio hanno votato in maniera chiarissima". 

Savoia, in particolare, si riferisce alla posizione espressa da Laura Sadis a sostegno di Widmer Shclumpf: "O la Consigliera di Stato fa quello che deve fare, cioè quello che il Gran Consiglio le ha ordinato, o se non ha voglia di farlo si tolga di mezzo e lo lasci fare a chi non ha di questi problemi". Per queste ragioni Savoia vuole organizzare, come spiegato all'inizio, un vertice con i colleghi di partito per ribadire la posizione della politica ticinese e, al di là delle polemiche, rinforzare il Governo in modo che la "smetta di trattare con i guanti di velluto", chiosa il coordinatore dei Verdi. 

Infine, una battuta sul blocco dei ristorni: "A febbraio, insieme ad alcuni colleghi di Verdi, UDC e Lega, ho presentato una mozione che chiedeva il blocco. Bisogna semplicemente applicarla al più presto. Secondo me, su questo punto, il Governo sta sbagliando tattica. Bisognerebbe che prendessero e comunicassero la decisione di principio. Ovvero far sapere all'Italia, ma soprattutto a Berna, che se non otteniamo qualcosa di concreto entro fine giugno il blocco sarà confermato. È l'unica via, mi creda".

AELLE

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