Si è tenuta ieri sera la riunione direttiva della sezione luganese del partito. Al centro dell’animato dibattito i provvedimenti da adottare con Davide Enderlin. Alla fine a prevalere è stata la linea della presunzione di innocenza e dell’attesa

LUGANO – Il ‘caso Enderlin’ e la linea da adottare con il consigliere comunale in carcere dallo scorso 22 maggio in relazione alla truffa Carige sono stati i temi al centro della riunione della direttiva PLR di Lugano, riunitasi ieri sera al Palazzo dei Congressi.
Alla fine a prevalere è stata la linea della presunzione di innocenza e dell’attesa, con il partito che ha optato per rimandare una decisione sui provvedimenti da adottare a settembre, in modo da poter attender e valutare gli sviluppi dell’inchiesta.
Ma la discussione c’è stata, ed è stata animata fra chi ha invocato provvedimenti drastici contro Davide Enderlin, che al momento si è solo autosospeso, chi ha criticato la scelta di metterlo in lista alle comunali 2013 dato che in passato aveva già avuto problemi con la giustizia di Como, e chi, appunto, ha voluto far prevalere la linea dell’attesa e della presunzione d’innocenza fino a nuovi sviluppi.
Fra questi, la presidente Giovanna Viscardi, che a margine della riunione ha dichiarato che il PLR valuterà unito l’evoluzione della situazione, lasciando intendere che il partito, per interposta persona, continuerà a dialogare con Enderlin.
In ogni caso, il PLR non potrebbe obbligare Enderlin a dimettersi, ma solo espellerlo dal partito, come ha fatto il PS con Xenia Peran. Secondo gli statuti, l’espulsione è però prevista solo in caso di “ripetute gravi infrazioni di principi statutari o per indegnità politica o morale”. Aspetti che, a questo punto delle indagini, sono ancora da provare, da qui la scelta di rimandare a fine estate una decisione in merito.