MIN Wild
4
DET Wings
2
fine
(1-2 : 3-0 : 0-0)
MIN Wild
NHL
4 - 2
fine
1-2
3-0
0-0
DET Wings
1-2
3-0
0-0
 
 
4'
0-1 ZADINA
1-1 GREENWAY
5'
 
 
 
 
17'
1-2 ZADINA
2-2 ZUCCARELLO
22'
 
 
3-2 ZUCKER
23'
 
 
4-2 STAAL
32'
 
 
ZADINA 0-1 4'
5' 1-1 GREENWAY
ZADINA 1-2 17'
22' 2-2 ZUCCARELLO
23' 3-2 ZUCKER
32' 4-2 STAAL
Start delayed.
Ultimo aggiornamento: 23.01.2020 05:24
Politica e Potere
12.06.2014 - 19:140
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:41

Lurati spara a zero su Lega e PLR. Appello ai ticinesi: "Spazzate via le scorie di vent'anni di leghismo"

Durissimo intervento del presidente socialista davanti al suo comitato: "Leghisti e liberali radicali si preoccupano solo della prossima campagna elettorale"

BELLINZONA - Saverio Lurati ne ha per tutti. O meglio ne ha soprattutto per Lega e PLR. Il presidente del partito socialista ha attaccato duramente i principali avversari politici nel corso del comitato cantonale socialista, andato in scena questa sera nella sala del Consiglio Comunale di Bellinzona.  

"Si può ancora fare politica seriamente?" 

"È ancora possibile - ha esordito Lurati - fare politica seriamente in questo cantone? La domanda non è retorica e nemmeno peregrina se proviamo brevemente a passare in rassegna le diverse uscite delle ultime settimane. Di fronte a un consuntivo 2013 che accusa un deficit di oltre 177 milioni di franchi e a un aggiornamento intermedio del preventivo 2014 che prospetta un ulteriore peggioramento della situazione, con un previsione di deficit a oltre 183 milioni di franchi, le forze politiche che dovrebbero prendere in mano il timone della situazione, la Lega perché maggioranza relativa in governo e il PLR poiché maggioranza relativa in Parlamento e aspirante alla prossima maggioranza in governo,continuano a parlare di sgravi fiscali come se niente stesse succedendo e di fumosi tagli alla spesa senza indicazione alcuna".

"PLR e Lega pensano solo alla campagna elettorale"

"Va bene che ormai i due partiti sono da tempo in campagna elettorale - ha proseguito il presidente socialista - ma tenuto conto che assieme fanno la maggioranza del governo (3 su 5) e quasi la maggioranza del parlamento (44 su 90) sarebbe lecito attendersi che prendessero in mano il timone nell’intento di governare la situazione. Mentre, invece di chinarsi sui problemi e di indicare soluzioni praticabili, si affidano chi, il PLR, a san Rocco (nel senso che la presentazione dei candidati sembra il problema principale del Paese) e chi, la Lega, al foglio domenicale che regolarmente sconfessa le posizioni dei suoi rappresentanti in governo e nel municipio della città cantone, come amano definirla. Cosicché con regolare e sconcertante continuità risulta impossibile costruire un dialogo serio e costruttivo, con una maggioranza solida e determinata, atto a individuare le piste di lavoro capaci di determinare, nel medio periodo un riequilibrio delle finanze. Riequilibrio possibile, ne siamo convinti, solo se la redistribuzione dei redditi nel nostro cantone sarà meno impari e se la politica di sostegno ai bassi redditi non verrà messa in serio pericolo da tagli lineari e da un troppo elevato indebitamento dello Stato".

"I salari devono aumentare"

Lurati è quindi tornato sul tema dei salari, dopo la batosta subita in votazione lo scorso 18 maggio: "Cosa significa per il nostro cantone operare un salto di qualità nella redistribuzione primaria (salario diretto e salario differito) l’abbiamo predicato in lungo e in largo nella campagna sul salario minimo. Purtroppo senza successo, anche perché il mondo economico e finanziario, con una campagna intimidatoria,per non dire terroristica, ha sparato alzo zero sulla proposta,  incutendo timori infondati nella popolazione e contemporaneamente sbandierando la necessità di operare in maniera partenariale con le organizzazioni dei lavoratori. Salvo poi rimangiarsi la parola alla prima occasione, oppure dichiararsi d’accordo solo se i salari definiti a tavolino (senza il coinvolgimento dei diretti interessati) continuano ad essere definibili come miserabili.  Senza un salto di qualità nei livelli salariali il nostro cantone non avrà nessuna possibilità di operare rientri sui sussidi erogati (voce di spesa in continua evoluzione), poiché con un differenziale del 20% inferiore alla media nazionale è impensabile operare tagli lineari sulla spesa sociale, costantemente assediata dalla necessità di sopperire a redditi iniqui e inadeguati per un Paese come il nostro".

"Un disastro insediativo"

Un altro passaggio interessante dell'intervento del presidente socialista è stato quello dedicato agli insediamenti di nuove aziende in Ticino: "Che dire poi del cospicuo aumento di posti lavoro alle nostre latitudini. Un aumento che non ha visto un corrispondente riscontro occupazionale di residenti e di giovani disoccupati poiché abbiamo (meglio hanno) permesso a tutta una serie di aziende a basso valore aggiunto di insediarsi sul nostro territorio, continuando a corrispondere salari italiani, assolutamente inaccettabili poiché inadeguati ai costi e alla realtà del nostro Paese. Una situazione, quest’ultima, tragicomica poiché ci penalizza in maniera esponenziale anche sul piano della perequazione intercantonale. Infatti grazie al reddito conseguito dai frontalieri, in continuo aumento, sommato al reddito totale il nostro PIL è tale da alienarci i contributi perequativi nazionali. Anzi in qualche occasioni siamo pure stati contribuenti. Cosicché a fronte di cantoni come Berna, che riceve 1.2 miliardi, Vallese circa 400 milioni e Grigioni oltre 200 milioni, cifre che risanerebbero in poco tempo i nostri bilanci, noi siamo esclusi pur avendo messo a disposizione una parte importante del nostro pregiato territorio (autostrada e ferrovia) per tutta la collettività. Ma, tornando al capitolo insediamenti industriali e del terziario a basso valore aggiunto: chi li ha fatti venire, quale tipo di politica promozionale è stata messa in atto, quale impatto hanno veramente avuto gli interventi a favore dell’innovazione e dell’occupazione e per finire quale ruolo hanno giocato i comuni in tutto questo disastro insediativo".

"PLR e Lega sono la stessa cosa"

Quindi, un'altra stoccata a Lega PLR: "I due partiti che definiscono la maggioranza governativa e di fatto quella parlamentare, hanno quale unica preoccupazione quella di scambiarsi un posto in Consiglio di Stato alle prossime elezioni. Ma quale alternativa! Continuità su tutta la linea, del resto Lugano insegna. Se vi fosse veramente una volontà politica di uscire dall’impasse, invece di far fuori la ministra delle finanze, l’ex partitone avrebbe dovuto intavolare quelle discussioni indispensabili con le altre forze politiche per delineare una linea di governo pianificata ed efficace, in grado di pilotare il cantone fuori dalle sabbie mobili. E la Lega, che si propone quale partito del cambiamento cosa ha fatto? Fallimento su tutta la linea basta guardare i progetti sortiti da Gobbi che fine hanno fatto! E poi chi si siede ancora al tavolo di discussione con un partito che in settimana sostiene una posizione e la domenica, con regolare e disarmante sconcerto sostiene il suo contrario".

"Spazzare via le scorie leghiste"

"Ecco - ha concluso Lurati - alla vigilia dell’estate questa è la situazione politica del nostro cantone. Una situazione che, osiamo sperare, i cittadini e le cittadine vogliano una volta per tutte sanzionare se si vuole realmente recuperare fiducia nella politica, per dare speranza ai cittadini di domani, ai nostri figli e ai nostri nipoti. Senza un segnale di maturità capace di spazzare via definitivamente le scorie lasciate da un ventennio di leghismo (purtroppo presente in quasi tutti i partiti), questo nostro cantone è destinato a continuare a ritenersi l’ombelico del mondo con tutte le conseguenze del caso. Sia ben chiaro noi non ci stiamo ed anche a costo di continuare a nuotare controcorrente non saremo mai disposti a cambiare il nostro ruolo, continuamente rinnovatore di far politica nell’interesse di tutti i cittadini senza privilegiare né penalizzare nessuno, nemmeno coloro che si beano (bontà loro) di dipingerci regolarmente con il segno del dollaro".

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