Continua a far discutere la soluzione portata avanti dall’Esecutivo: se da una parte il ministro Beltraminelli ringrazia chi ha aderito e invita a nuove sottoscrizioni, dall’altra la Lega la definisce una “proposta indecente” e presenta un’interpellanza
BELLINZONA – La soluzione portata avanti dal Consiglio di Stato per garantire la presenza ticinese a Expo grazie a finanziamenti privati, con l’aiuto dei fondi Swisslos, potrebbe non esser il compromesso pacifico, in grado di salvare capra e cavoli in sostanza, in cui il Governo aveva sperato.
Se da una parte infatti un “Beltrariconoscente” ministro Beltraminelli ringrazia dal proprio profilo Facebook quanti hanno aderito all’appello del Governo e invita a maggiori sottoscrizioni, dall’altra il gruppo leghista, con un’interpellanza del deputato Michele Guerra, torna a dar battaglia alla “volontà di aggirare il volere popolare” dell’Esecutivo.
Beltraminelli: “Il Ticino a Expo grazie alla generosità dei privati”
Cominciamo da Paolo Beltraminelli che su Facebook scrive: “Il Ticino sarà presente all’esposizione mondiale a Milano l’anno prossimo. Lo sarà grazie alla generosità dei privati di ogni settore economico, industriale, commerciale, turistico, sanitario, finanziario, artigianale, che ringrazio di cuore per la disponibilità dimostrata. Vi è stata una reazione immediata e positiva al mio appello lanciato 10 giorni fa, non siamo lontani dal mezzo milione! Era l'unica possibilità per non mancare un'occasione straordinaria di promozione del nostro Cantone a due passi da casa”.
E sul discusso credito, ricorda poi che “anche la spesa totale a stata ridotta di molto, non sarà 3.5 milioni ma la metà”. Beltraminelli si ‘congeda’ poi ricordando che “le sottoscrizioni continuano, chi è interessato a partecipare al finanziamento me lo faccia sapere.
Beltrariconoscente :)”
La Lega: “Il Governo vuole aggirare la volontà popolare?”
Parole, quelle di Beltraminelli, che fanno eco a quanto assicurato mercoledì scorso, quando il Governo ha comunicato la riuscita dell’appello ai privati, confermando quindi la partecipazione a Expo. Una scelta che non incontra però il favore della Lega, che continua a ritenerlo un tentativo di aggirare il volere popolare.
Scrivono infatti i leghisti nell’interpellanza inoltrata da Michele Guerra a nome dell’intero gruppo: “Il Consiglio di Stato in data 18 giugno comunica beatamente che il Ticino parteciperà in ogni caso all'Expo di Milano. Questo nonostante il referendum della Lega dei Ticinesi abbia raccolto quasi 13 mila firme per evitare la partecipazione del nostro Cantone a questo evento nato zoppo, in ritardo e colpito da importanti scandali dai risvolti penali”.
E anche nei confronti del Consiglio di Stato, i toni non si placano: “In quel di Palazzo, chi si occupa di Expo, si sta superando di giorno in giorno – scrive la Lega –. Se prima i responsabili di progetto avevano presentato con largo ritardo un messaggio che chiamare fumoso sarebbe un eufemismo, ecco che ora fanno ancor di più. Infatti per paura che il popolo sovrano finalmente possa dire la sua su di un progetto dall'utilità molto discutibile, si cerca addirittura di scavalcare la democrazia dicendo che ad Expo il Ticino ci andrà comunque”.
La Lega incalza poi sulla soluzione di compromesso adottata dal Governo, definendola “una proposta indecente e irrispettosa del popolo”, e chiedendo quali garanzie ci siano sui 400 mila franchi garantiti dai privati (“Esiste un accordo scritto?”, domandano) e quali conseguenze avrebbe l’attingere a garanzia di un milione di franchi ai fondi Swisslos per le realtà in loco che già ne fanno uso.
Il Governo, aggiungono infine prima di passare alle domande, “nel suo comunicato indica l'importanza di rispettare gli accordi presi (con gli altri Cantoni), accordi che però sono stati presi senza passare e senza nemmeno informare preventivamente il Gran Consiglio”.
Alla luce di tutto ciò, la Lega chiede quindi al Consiglio di Stato:
“Sulla base di quale criterio si può dichiarare – ancor prima dell'esito del voto democratico sul referendum leghista – che il Ticino parteciperà comunque ad Expo? E su quali garanzie il Governo indica che finanziatori privati hanno pattuito di concedere 400mila franchi per garantire una presenza ticinese ad Expo? Esiste un documento in tal senso con le dovute garanzie di pagamento da parte dei privati? I finanziatori privati a quali condizioni ed in base a quali garanzie concederebbero questa somma?”
E ancora: “Su quale base si vorrebbe attingere quale garanzia (per un milione di franchi) al fondo Swisslos per una manifestazione che si svolgerà all'estero e che il popolo potrebbe rifiutare ? Questo utilizzo andrà a scapito di tutte quelle realtà su territorio ticinese che da tempo usufruiscono del medesimo fondo? Nel caso in cui il finanziamento privato non andasse in porto, il fondo Swisslos sarebbe gravato dell'importo mancante?”
Infine, sulla questione del rispetto della volontà popolare, chiedono: “Il Governo non nota alcun grave conflitto con il referendum leghista e soprattutto con la democratica votazione popolare del prossimo settembre? Qualora il popolo sovrano dicesse no ad Expo, il Governo ticinese intende finanziare qualcosa che risulterebbe rifiutato democraticamente dalle cittadine e dai cittadini ticinesi?”