Il gruppo "Giù le mani dal Ticino" ha indetto sui social network una protesta in piazza del Sole contro la politica del Consiglio federale dopo il 9 febbraio. La dura reazione del PC

BELLINZONA - C’è da scommettere che non saranno in molti, domani alle 17,30 a partecipare alla Marcia su Bellinzona. Una manifestazione indetta per mercoledì 25 giugno in piazza del Sole da un non meglio precisato gruppo promotore nato sui social network.
Lo scopo dichiarato è “esternare il malcontento che c’è nel popolo ticinese nei confronti del Consiglio federale, che non ottempera il volere del popolo svizzero, ma predilige una strada che non è quella voluta dalla votazione del 9 febbraio”.
Ma intanto l’iniziativa fa discutere e suscita la reazione indignata del Partito comunista.
Un sedicente gruppo "Giù le mani dal Ticino" ha organizzato una "Marcia su Bellinzona" il prossimo 25 giugno contro i lavoratori immigrati e frontalieri – si legge in una nota del PC -. Al di là della triste denominazione che richiama la nascita del Ventennio italiano, il Partito Comunista denuncia questa manifestazione pretesa "apolitica" che in realtà è fortemente politicizzata e orientata a valori nazionalisti esplicitamente di destra, come si evince da certi post e dai filmati che girano sui social-network con parole tipo "sacrificarsi per il proprio Cantone", "faremo di voi veri uomini" e con frasi di generica rivolta anti-sistema di stampo qualunquista. Significativo anche il tentativo di mettere (vedi pagina Facebook) questa manifestazione in concorrenza a quella convocata pochi mesi fa per Yasin, il ragazzo iraniano su cui pendeva il rischio di espulsione”.
Chi mira a dividere i lavoratori sulla base del passaporto e a favorire una "guerra fra poveri" porta solo acqua al molino del padronato che sfrutta i frontalieri come manodopera a basso costo, scrivono i comunisti, e dunque non opera davvero a favore dei diritti dei salariati, ma spinge solo sull'odio”.
Il 9 febbraio scorso, si legge ancora nel comunicato, “le forze della destra populista hanno ingannato i cittadini facendo credere che i contingenti miglioreranno le condizioni di lavoro e che i problemi sociali relativi ai bilaterali si sarebbero risolti: non solo non sarà così, ma anzi i contingenti sono un ottimo strumento con cui il padronato (che li ha già usati in passato con proprio grande vantaggio) potrà esercitare ancora maggiori pressioni sui lavoratori e sui sindacati. Ora questa manifestazione vuole continuare su tale via deleteria che porterà solo peggioramenti nei diritti dei salariati e che non favorirà di certo uno sviluppo equo dell'economia del nostro Paese, che non è e non può essere autarchico”.