Politica e Potere
17.12.2014 - 18:240
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:41

La Lega si astiene e fa da "stampella occulta" a PPD e PLR. E il preventivo 2015 è approvato

L'ANALISI - Dopo tre giorni di dibattito, e solo grazie all'astensione dei leghisti, passa il documento finanziario ma nella versione desiderata da liberali e pipidini

BELLINZONA – Il preventivo 2015 è passato. Ed è passato il preventivo che volevano PLR e PPD. Limitandoci, in questo ragionamento, a concetti strettamente tattici e strategici, senza valutare quindi la qualità del documento approvato e la qualità delle proposte stralciate, tassa di collegamento in primis, la strategia dei partiti di centro è stata vincente: su questo non c'è dubbio. Ma il risultato è stato possibile, ed è qui che la faccenda assume sfumature paradossali, solo grazie all'appoggio esterno della Lega.     

I parlamentari leghisti, infatti, si sono astenuti sul voto definitivo, quello sul complesso, spalancando le porte all'approvazione del preventivo. Quest'ultimo voto, è bene sottolinearlo, è avvenuto dopo che liberali e pipidini erano riusciti a far saltare la tassa proposta da Claudio Zali e a far approvare il taglio di 12 milioni alla voce beni e servizi. Un taglio che alla vigilia l'asse Lega-PS-Verdi aveva duramente criticato definendola un'operazione da maquillage contabile. E anche un liberale di destra come Sergio Morisoli, nonché ex alto funzionario del DFE, oggi in aula ha contestato duramente la misura definendola una presa in giro: "un modo per nulla serio di gestire le finanze pubbliche", se citiamo con esattezza. Eppure, anche questo taglio, senza l'astensione della Lega non sarebbe passato.

Ora, chi scrive, la pensa come quel Consigliere di Stato che, in camera caritatis, qualche giorno fa ha confidato: alla fine del preventivo interessa solo agli addetti ai lavori e ai giornalisti, alla gente non frega assolutamente nulla. E in questo senso può aver avuto un senso da parte della Lega dare un colpo di mano a PLR e PPD per chiudere baracca e burattini (dopo un surreale dibattito durato la bellezza di 3 giorni) e non parlarne più fino all'anno prossimo. E soprattutto evitando di parlarne in campagna elettorale. 

Ma l'occasione di rispedire al mittente il preventivo stavolta era ghiotta e certo non sarebbero mancate le motivazioni. Motivazioni espresse ad esempio dall'ottima Pelin Kandemir Bordoli che insieme al gruppo socialista ha votato contro il rapporto che aveva redatto perché lo stesso era stato stravolto dagli emendamenti liberali e pipidini. Uguale posizione hanno assunto i Verdi. Mentre la Lega non se l'è sentita di seguire gli occasionali compagni di viaggio e, astenendosi, si è di fatto trasformata nella stampella occulta di PLR e PPD. 

Qualcuno ribatterà: ma siamo il partito di maggioranza relativa e in Governo abbiamo due ministri, non possiamo bocciare il preventivo. Ricordo quel che mi rispondeva Giuliano Bignasca a questa obiezione:  "Il preventivo è del DFE e non del Norman o del Marco (allora Borradori era ancora in Consiglio di Stato). O al limite è del Consiglio di Stato che comunque non è la Lega". Per carità, molte cose che diceva il Nano oggi in via Monte Boglia si vedono sotto un'altra ottica (tassa di collegamento in primis, immagino…) e non sempre lui aveva ragione o ci azzeccava, ma come dato di cronaca registriamo che al contrario del fondatore, alcuni leghisti sembrano non essere ancora riusciti a superare il "complesso del preventivo" che vivono, talvolta ossessivamente, da quando hanno conquistato la maggioranza relativa.

E stavolta sarebbe stato semplice e perfino ragionevole piazzare lo "scacco matto". Anche perché la Lega una soluzione quest'anno l'aveva proposta e sarebbe toccato a chi l'ha fatta saltare sbrogliare la matassa, per giunta senza l'opzione di condividere la responsabilità con gli altri partiti di Governo.

Per carità, ribadiamo, niente di grave: pochi giorni e nessuno se ne ricorderà più. Anzi, quasi tutti si ricorderanno soltanto del "preventivo dei soldatini", il termine con cui Claudio Zali ha apostrofato i deputati di PLR e PPD, nell'ambito del dibattito sulla tassa di collegamento. Quindi la Lega beneficerà comunque di un vantaggio. Però stavolta, con un pizzico di lucidità e freddezza in più, e un filo di spregiudicatezza, i leghisti potevano mettere nelle mani di PLR e PPD la Peppa Tencia, anziché restare con il cerino in mano.  

AELLE

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