Politica e Potere
18.12.2014 - 18:000
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:41

Il Gran Consiglio dice sì al Parco del Piano di Magadino. Dopo un'accesa discussione tra soldatini, mister x e risse verbali

Con ben 65 favorevoli, 8 contrari e 6 astenuti via libera alla creazione dell'oasi naturalistica nel Locarnese dopo un pomeriggio rovente. Zali: "I nostri concittadini ci chiedono sempre di più di poter vivere a contatto con la natura"

BELLINZONA – Il parco del Piano di Magadino si farà. Ma che fatica ragazzi! C'è voluto un pomeriggio intero di dibattito infuocato, con accuse e contro-accuse, minacce di astensione, richieste di chiarimento, risse verbali, per arrivare a un risultato schiacciante: ben 65 favorevoli, 8 contrari e 6 astenuti. Mah... I fronti che, almeno sulla carta si contrapponevano, erano due. La maggioranza che chiedeva la realizzazione del Parco e la minoranza che, pur condividendo il progetto, chiedeva di rinviarlo fintanto che il Consiglio di Stato non avesse presentato una proposta per la realizzazione del collegamento A2-A13. Ma, come detto, la discussione non si è fermata qui. È, al contrario ricominciata, dal giorno prima. Da quei "soldatini" - al servizio della grande distribuzione - con cui Claudio Zali ha apostrofato i deputati di PPD e PLR nell'ambito del dibattito sulla tassa di collegamento. Il capogruppo pipidino Fiorenzo Dadò ha invitato Zali a correggere il tiro su quell'uscita che, ha detto, è risultata "incomprensibile" e ha provocato "amarezza e incredulità in molti di noi". "Se quelle parole fossero state pronunciate fuori da queste mura sa dove avrebbero potuto portare, vista la sua carriera in magistratura…", ha chiosato Dadò. Insomma, il messaggio era questo: caro Zali i miei sono offesi ed è difficile per me convincerli a sostenere un buon progetto come quello del piano se tu non lanci un segnale di distensione. Oltre a Dadò, nel corso del dibattito, altri deputati PLR e PPD hanno rinnovato l'appello. Ma niente da fare: quando è toccato a lui prendere la parola, il Consigliere di Stato leghista ha sorvolato completamente sulla questione. Così come ha sorvolato sull'altra vicenda a margine del cuore della discussione: quella su mister X. Più di un deputato ha direttamente chiamato in causa il collaboratore personale del ministro Cleto Ferrari, accusandolo di essersi speso in ogni modo per sabotare il progetto portato avanti, con convinzione, dal Dipartimento del Territorio e dal suo Direttore. In particolare, Giorgio Galusero (PLR), ha chiesto ripetutamente a Zali conto di questo "tradimento". Il ministro leghista ha concesso solo poche parole: siccome non sono certo oltre ogni ragionevole dubbio del fondamento di queste accuse…. Zali, invece, si è speso con passione a difesa del Parco: "I nostri concittadini ci chiedono sempre di più di poter vivere a contatto con la natura. Questo Parco sarà un'oasi di benessere e di natura di cui godranno ticinese e turisti e che lasceremo alle future generazioni". Il Parco, ha aggiunto il Direttore del DT, "non comprometterà in nessun modo il collegamento A2-A13". Ma sulla strada Zali è stato cristallino: sarà durissima realizzarla anche se il Governo e lui personalmente sono impegnati a raggiungere questo obbiettivo. L'ostacolo principale restano i costi: troppo alti per il Cantone per realizzare da solo l'opera. E la Confederazione, dopo la bocciatura dell'aumento della vignetta, ha stralciato il collegamento dal programma finanziato con fondi federali. Bisognerà capire come e quando si potrà cercare di convincere Berna a cacciare i soldi. Ma, ha tenuto a chiarire Zali, il progetto del Parco "non può essere ostaggio di un progetto stradale". E stavolta a vinto lui. Anche grazie ai voti di diversi deputati della Lega – il gruppo inizialmente era contrario - e di coloro che avevano annunciato l'astensione e poi alla fine hanno detto sì.
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