LUGANO - In piazza, nonostante la pioggia e un clima politico ed economico sempre più complesso per i lavoratori e i sindacati. La festa dei lavoratori e il corteo del Primo maggio esiste e resiste: anche quest'anno sono state numerose le persone a sfilare per le vie di Lugano fino a Piazza Manzoni, il luogo dei discorsi e dei concerti. Ma proprio dalla parte ufficiale, quest'anno, arrivano messaggi e parole nuove. O per meglio dire una critica severa e mai così netta nei confronti dell'Unione Europea e della Libera circolazione delle persone. A farsene portavoce il presidente dell’Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa Graziano Pestoni: "Molti di noi, i più anziani - ha detto dal palco - hanno creduto che l’Europa avesse nobili intenti, che fosse un’istituzione progressista, che l’obiettivo fosse la costruzione di un’Europa sociale. Era un’illusione. L’Europa è sempre stata solo un grande mercato. La maschera è caduta negli anni Ottanta, quando l’UE fece la scelta liberista. Ora l’Unione europea impone misure di austerità ai paesi in difficoltà, la liberalizzazione e la privatizzazione dei servizi pubblici, il dumping salariale e sociale. L’UE è diventata una macchina per punire"."Il mondo del lavoro - ha aggiunto Pestoni - è diventato un luogo senza diritti, spesso senza dignità, con bassi salari, precarizzato. Alla mercé di qualsiasi speculazione, come la sostituzione di lavoratori residenti con non residenti, con salari da fame. Assistiamo a vere e proprie truffe, da codice penale, come risulta dalle numerose denunce del sindacato UNIA. Tutto ciò crea incertezza, timori verso il futuro, perfino povertà. Nello stesso tempo ci sono coloro che incassano vergognosi redditi milionari. I recenti esempi della Exten di Mendrisio, delle Ferriere Cattaneo di Giubiasco, della SMB di Biasca, dimostrano che senza una forte reazione del personale e dei sindacati ti tolgono il posto di lavoro, il salario e perfino la dignità. In molti settori non ci sono contratti collettivi di lavoro, in altri sono stati soppressi: come presso i servizi di aiuto domiciliare o i giornalisti"."Le soluzioni a questi problemi - ha detto ancora Pestoni - esistono. Ma non sono quelle delle destre, secondo le quali occorrerebbe chiudere le frontiere e costruire nuovi muri, come in Palestina o negli USA. Servono contratti collettivi in ogni settore, con stipendi adeguati, controlli, sanzioni dissuasive. Bisogna migliorare le misure di accompagnamento, ma la maggior parte dei partiti locali e nazionali, PLR, Lega, UDC, PPD, sono contrari. L’USS-Ticino e Moesa, per porre fine alla libera circolazione delle persone senza regole, lo scorso anno ha deciso di opporsi, se necessario con il lancio di un referendum, a qualsiasi accordo tra la Svizzera e l’Unione europea, fintanto che non saranno state adottate misure realmente efficaci contro il dumping salariale e sociale. Bisogna quindi congelare i bilaterali sulla libera circolazione delle persone"."Il ruolo nefasto dell’UE - ha concluso il presidente dell’Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa - lo abbiamo pure visto nel servizio pubblico. Ha inventato potenti menzogne: meno Stato – più libertà, privato è meglio, e tante altre e ha promosso la privatizzazione di tutto quanto è suscettibile di guadagno. Da noi, sono state privatizzate le poste, le ferrovie e le telecomunicazioni. Ora, le poste chiudono uffici, le ferrovie peggiorano le condizioni di lavoro e la sicurezza, le telecomunicazioni ogni anno regalano agli azionisti privati miliardi di profitti".