Tiziano Galeazzi interroga il Municipio invitandolo a fare chiarezza sull’effettiva spesa fatta per la costruzione del centro culturale. Ma nelle domande entra anche la questione del capitolato per le caffetterie

LUGANO – Ma quanto è costato davvero il centro culturale di Lugano? È questa la domanda che Tiziano Galeazzi ha rivolto al Municipio invitandolo a fare “più ordine e trasparenza nei conti del LAC”, come titola l’interrogazione presentata oggi.
Il consigliere comunale UDC, insieme alla collega Raide Bassi e, per la lega, a Daniele Casalini, Stefano Gilardi e Marco Seitz, ricorda le incongruenze tra le cifre emerse negli ultimi tempi. Da un lato, come da lui indicato in un breve intervento durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale, si parla di 225 milioni di franchi, “cifra sul costo totale a liquidazione”. Mentre dall’altro, le cifre pubblicate dalla stampa dopo una conferenza del Municipio, che indicano invece un costo totale del LAC di 210 milioni di franchi.
Inoltre, “rileggendo i piani finanziari e gli ultimi Consuntivi, paragonandoli agli ultimi Preventivi, effettivamente non si arriva a capire chiaramente il totale reale del costo del LAC”. Galeazzi e cofirmatari segnalano infatti che sembrano esservi “note contabili contradditorie tra crediti concessi, crediti aggiornati ed entrate dagli utili generati dalla vendita di immobili nell’area del Polo culturale (parte dell’autosilo e ex albergo Palace)”.
Ebbene, “ritenuto che il LAC è la più importante opera pubblica realizzata dalla Città negli ultimi decenni, con costi elevatissimi per i contribuenti” fare chiarezza è d’obbligo, conclude il testo prima di passare alle domande in cui trova posto anche la questione del capitolato delle caffetterie, affidata al Politecnico di Milano (vedi suggeriti).
Le domande
- L’Esecutivo non ritiene utile far chiarezza, per rispetto nei confronti dei cittadini luganesi, sui costi esatti e dettagliati del LAC e sulle voci contabili riguardanti quest’opera?
- In questo ambito, il Municipio è in grado di dimostrare concretamente che il sorpasso di spesa per la realizzazione dell’opera è inferiore al 10% e non necessita quindi di un messaggio aggiuntivo per una richiesta di credito supplementare?
- Corrisponde al vero che i capitolati delle “caffetterie” pianificate al LAC siano state concepite presso il Politecnico di Milano? Se si, come mai non si è trovato nessuno disposto sia in Ticino che in Svizzera per realizzare tale capitolati?