POLITICA E POTERE
Il ciclone Chiara Appendino. La giovane "grillina" che ha sbaragliato Fassino conquistando la poltrona di sindaco a Torino. In Ticino fece parlare di sé per la sua battaglia contro il fumoso finanziamento piemontese al Museo delle culture di Lugano
“Diamo 66’000 euro a un museo in Svizzera per fare sinergie di che genere? E perché, allora, dobbiamo pagare noi loro?”, protestò in un'interpellanza l'allora consigliera comunale...
CRONACA

Continua la bufera sui musei. Ecco le risposte di Torino sull'accordo con Lugano. E i dettagli dei mandati a Scuderi

03 APRILE 2014
CRONACA

Continua la bufera sui musei. Ecco le risposte di Torino sull'accordo con Lugano. E i dettagli dei mandati a Scuderi

03 APRILE 2014
TORINO – “Sono Chiara Appendino, ho 31 anni, sono nata a Moncalieri e vivo a Torino. Sono sposata con Marco che ha 34 anni e fa l’imprenditore e abbiamo una figlia di nome Sara nata lo scorso 19 gennaio”... Così si racconta, sul suo sito web, il nuovo sindaco di Torino.

Chiara è stata un ciclone. Una ventata di aria fresca che ha spazzato via la partitocrazia torinese. Candidata del Movimento 5 Stelle, ha vinto il ballottaggio delle amministrative contro il candidato del Partito Democratico – e sindaco uscente – Piero Fassino. Una vittoria strepitosa e sorprendente per questa “grillina anomala”, come qualcuno l’ha definita. Un paio di anni fa Chiara Appendino fece parlare di sé anche in Ticino.

Portò infatti avanti la battaglia per la trasparenza sul fumoso accordo tra il Museo delle culture di Lugano e il Museo di arti orientali di Torino: “Diamo 66’000 euro a un museo in Svizzera per fare sinergie di che genere? E perché, allora, dobbiamo pagare noi loro?”.

Appendino presentò due interpellanze in Consiglio comunale e di fronte alle risposte dell’allora assessore alla cultura del capoluogo piemontese si disse “allibita” (leggi l’articolo correlato).

Ora, questa giovane imprenditrice è diventata sindaco di Torino. “Ho frequentato il Liceo Classico Gioberti ad indirizzo linguistico e per un semestre della quarta superiore ho studiato in Germania – si legge sempre sulla sua autobiografia -.

Una volta diplomatami, ho studiato economia internazionale e management in inglese e poi mi sono specializzata in pianificazione e controllo di gestione aziendale.

Nell’ ultimo anno di università ho avuto la possibilità di effettuare uno stage in Juventus, dove ho preparato una tesi dal titolo “La valutazione del parco calciatori”. Ho lavorato in Juventus per oltre 2 anni e poi ho deciso di intraprendere una nuova avventura presso l’azienda di famiglia dove attualmente sono la responsabile del controllo di gestione.

Nel 2010 mi sono avvicinata per la prima volta al Movimento 5 Stelle e ho incominciato a partecipare attivamente occupandomi del bilancio della città.

Nel maggio del 2011 sono stata eletta consigliera comunale e poi vicepresidente della commissione bilancio. L’8 novembre 2015 ho annunciato la mia candidatura a Sindaca di Torino.

Amo leggere, viaggiare, la montagna più del mare e giocare a calcio”.

Il padre di Chiara, Domenico, è stato per trent’anni dirigente ed è ora vicepresidente esecutivo di Prima Industrie, macchinari laser: un pedigree rassicurante, scrivono i giornali italiani, per quegli ambienti ed elettori che sulla decrescita felice non punterebbero un penny; lei stessa auspica per Torino “una nuova industrializzazione”, mica solo turismo e loisir.

Con il marito, Marco Lavatelli, gestisce una piccola azienda di famiglia che commercializza oggetti per la casa.

Secchiona quanto basta e puntigliosa per mestiere, dicono di lei i cronisti politici italiani, una volta entrata in Consiglio comunale si mette a spulciare atti e liste: dalla questione degli affidamenti diretti di incarichi sotto i 20 mila euro da parte del Comune, fino ai contributi elargiti per la cultura e le associazioni, che diventano uno dei suoi cavalli di battaglia. Tra quei dossier c’era anche il finanziamento al Museo delle culture di Lugano.

Ieri, la sua prima conferenza stampa da sindaco. Sulla sua bacheca Facebook ha scritto: “Non ci saranno trasformismi e poteremo avanti tutto ciò che abbiamo detto in campagna elettorale.

Visto che siamo su Facebook, vi invito a seguire tutti i miei canali digitali perché ho intenzione di sfruttare al massimo ogni mezzo possibile per ascoltare, informare, e dialogare con tutti i cittadini. Aiutatemi, e andremo lontano”.

emmebi

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