Lo studio, ricordiamo, era stato conferito all'IRE dalla SECO. Di mezzo c'era anche l'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, che rifiutò le conclusioni del lavoro. Il Cantone, in qualità di partner, ha partecipato ai costi tramite tramite la Divisione dell’economia: "Il costo totale del mandato - scrive il Governo - è stato determinato per contratto in 50'000 franchi, equamente suddivisi tra SECO e Cantone". E i conti sulle casse cantonali sono presto fatti.
Lo studio arrivava a concludere che l'effetto sostizione non era provato. Il che suscitò un'enorme indignazione dalla totalità delle forze politiche. Anche una parte del mondo accademico ticinese, la SUPSI, contestò duramente il metodo con cui la ricerca era stata effettuata.
A tutto questo si aggiunsere delle frasi, diciamo infelici, del professor Rico Maggi che buttarono benzina sul fuoco e indussero diversi esponenti di primo piano dei partiti a chiederne le dimissioni. La Lega propose addirittura la chiusura sine die dell'IRE.
E questo è l'ultimo pezzo della storia.