POLITICA E POTERE
Ve lo ricordate il famoso studio dell'IRE di Rico Maggi sull'impatto del frontalierato in Ticino? Al Cantone è costato la bellezza di 25'000 franchi
Lo afferma il Consiglio di Stato rispondendo a un'interrogazione presentata a suo tempo da Sergio Savoia, Marco Chiesa e Tamara Merlo: ""Il costo totale del mandato - scrive il Governo - è stato determinato per contratto in 50'000 franchi, equamente suddivisi tra SECO e Cantone"
©Ti-Press / Chiara Zocchetti
POLITICA E POTERE

Studio IRE, parla Rico Maggi: “Col cavolo che abbiamo colpe. Questa è la realtà, non le storielle di chi pensa di sapere già tutto sui frontalieri che rubano il lavoro ai ticinesi”

22 OTTOBRE 2015
POLITICA E POTERE

Studio IRE, parla Rico Maggi: “Col cavolo che abbiamo colpe. Questa è la realtà, non le storielle di chi pensa di sapere già tutto sui frontalieri che rubano il lavoro ai ticinesi”

22 OTTOBRE 2015
BELLINZONA - Ve lo ricordate il famoso studio dell'Ire che scatenò uno dei più grossi pandemoni della recente storia politica? Bene, adesso si sa anche quanto è costato al Cantone.

La ricerca dell'istituto guidato dal professor Rico Maggi sugli effetti del frontalierato sul mercato del lavoro ticinese, è stato pagato dal Cantone 25'000 franchi. Lo scrive oggi il Corriere del Ticino, riportando la risposta del Consiglio di Stato a un'interrogazione presentata dagli allora Gran Consiglieri Sergio Savoia e Marco Chiesa, insieme a Tamara Merlo, che siede ancora in Parlamento. 


Lo studio, ricordiamo, era stato conferito all'IRE dalla SECO. Di mezzo c'era anche l'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, che rifiutò le conclusioni del lavoro. Il Cantone, in qualità di partner, ha partecipato ai costi tramite tramite la Divisione dell’economia: "Il costo totale del mandato - scrive il Governo - è stato determinato per contratto in 50'000 franchi, equamente suddivisi tra SECO e Cantone". E i conti sulle casse cantonali sono presto fatti.


Lo studio arrivava a concludere che l'effetto sostizione non era provato. Il che suscitò un'enorme indignazione dalla totalità delle forze politiche. Anche una parte del mondo accademico ticinese, la SUPSI, contestò duramente il metodo con cui la ricerca era stata effettuata.


A tutto questo si aggiunsere delle frasi, diciamo infelici, del professor Rico Maggi che buttarono benzina sul fuoco e indussero diversi esponenti di primo piano dei partiti a chiederne le dimissioni. La Lega propose addirittura la chiusura sine die dell'IRE. 


E questo è l'ultimo pezzo della storia. 
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