POLITICA E POTERE
Il pasticciaccio delle nomine al LAC, lo scompiglio giuridico in Consiglio comunale e il "bug" nella LOC. La deputata Amanda Rückert: "La Legge comunale non distingue, come dovrebbe, tra elezioni e votazioni". E presenta un'iniziativa interpartitica per c
"La LOC non prevede la possibilità di applicare il sistema maggioritario relativo e lascia spazio ad un sistema di voto “a cascata” che spesso si rivela problematico"
Foto: TiPress/Samuel Golay
POLITICA E POTERE

Lugano, nomine al LAC: il pasticcio è servito! Fuori sia Masoni che Pesenti. Il Consiglio Comunale a sorpresa ha bocciato il Consiglio direttivo a quattro

04 OTTOBRE 2016
POLITICA E POTERE

Lugano, nomine al LAC: il pasticcio è servito! Fuori sia Masoni che Pesenti. Il Consiglio Comunale a sorpresa ha bocciato il Consiglio direttivo a quattro

04 OTTOBRE 2016
BELLINZONA - ll pasticciaccio delle nomine del Direttivo del LAC è stato non solo frutto di una ‘gabola’ politica paradossale venutasi a creare a Lugano (Giovanna Masoni candidata alternativa ai due nomi proposti dal Municipio di cui fino a pochi mesi fa era vicesindaco), ma anche di un “bug” contenuto nella Legge organica comunale (Loc) che ha provocato scompiglio giuridico in Consiglio comunale. Una di quelle disfunzioni – o difetti - di cui ci accorge soltanto quando capita l’occasione.

Per eliminare questo “baco”, per riprendere il termine utilizzato in informatica, la deputata leghista Amanda Rückert propone un’iniziativa parlamentare elaborata. L’atto parlamentare porta anche le firme dei leghisti Michele Foletti e Omar Balli, dei liberali radicali Franco Celio, Andrea Giudici e Nicola Pini, della pipidina Sabrina Gendotti, del socialista Gianrico Corti, della verde Michela Delcò Petralli, e di Lara Filippini per l’UDC-La Destra.

“Le procedure di nomina dei rappresentanti in enti autonomi, consorzi, consigli d’amministrazione di enti parapubblici, magistratura o altre strutture di competenza dell’ente pubblico rappresentano sempre dei momenti delicati della politica – scrive Rückert nella premessa -. Piaccia o non piaccia e nonostante i proclami, la politica e i partiti ricoprono tuttora un ruolo fondamentale in queste scelte.

Al di là delle polemiche di merito - che regolarmente possono presentarsi - l’esistenza di procedure chiare e univoche potrebbe aiutare a ridimensionare quantomeno le polemiche di forma. La recente elezione del Consiglio di amministrazione dell'Ente autonomo Lugano e Cultura (LAC) della Città di Lugano ha mostrato tutti i limiti della Legge organica comunale (LOC) per quanto attiene alle elezioni di competenza del legislativo comunale. Di fronte a più interpretazioni, si è deciso di rinviare l’elezione stessa. Ora il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi su almeno due ricorsi già preannunciati e che riguardano la procedura”.

Il problema, scrive la deputata, “è che al contrario delle leggi organizzative dei parlamenti (pensiamo in particolare a LGC e LParl), impropriamente la LOC non fa alcuna distinzione tra votazioni ed elezioni e quindi alcuna distinzione di procedura.

In realtà si tratta di due questioni ben differenti ed è per questo che – giustamente – la Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato (LGC) tratta i due temi in capitoli separati.

Per quanto attiene alle elezioni, il voto avviene per scheda e a scrutinio segreto e risulta eletto chi ottiene la maggioranza assoluta dei presenti. Se un candidato non ottiene la maggioranza assoluta, si procede con un secondo scrutinio, dove vale solo la maggioranza relativa. In caso di parità, la votazione è ripetuta immediatamente, salvo diversa decisione del Gran Consiglio. Se nel terzo scrutinio si verifica nuovamente la parità, decide il Presidente.

Invece la LOC non prevede la possibilità di applicare il sistema maggioritario relativo e non facendo l’opportuna distinzione tra votazioni ed elezioni, lascia spazio ad un sistema di voto “a cascata” che spesso si rivela problematico: che succede se un candidato ottiene più voti rispetto ad un altro, ma nello stesso tempo più voti contrari che favorevoli in termini assoluti? È questa una delle domande che ha gettato il Consiglio comunale di Lugano nell’incertezza giuridica”.

La proposta formulata nell’iniziativa parlamentare “è quella di allineare la Legge organica comunale alla Legge sul Gran Consiglio. La proposta legislativa annessa tiene conto inoltre della circostanza che i Comuni ticinesi conoscono sia la forma del Consiglio comunale, che quella dell’Assemblea comunale. Non si vuole inoltre inserire nella legge l’obbligo dello scrutinio segreto, sia perché ciò potrebbe essere eccessivamente macchinoso per elezioni “semplici” e senza particolari contestazioni, sia perché in ogni caso occorre tenere conto dell’autonomia comunale e che in tal senso nulla osta a che i singoli regolamenti comunali stabiliscano autonomamente lo scrutinio segreto obbligatorio per alcune nomine, o per tutte le nomine”.

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