POLITICA E POTERE
Dick Marty scende nell'arena contro la Riforma III delle imprese: "Vi è stato un vero assalto alla diligenza da parte delle lobby, che si sono servite a piene mani"
L'ex senatore PLR: "Il progetto del Consiglio Federale risolveva il problema in modo convincete. Ma poi il Parlamento ha realizzato un pacchetto che è un vero gioco d'azzardo. Una speculazione ad altissimo rischio per il normale cittadino"
©Ti-Press / Tatiana Scolari
POLITICA E POTERE

Appellone per la Riforma III delle imprese. Cattaneo, Bignasca, Dadò, Marchesi e Marinotti: "Il nostro Cantone non può permettersi di perdere questa occasione"

03 FEBBRAIO 2017
POLITICA E POTERE

Appellone per la Riforma III delle imprese. Cattaneo, Bignasca, Dadò, Marchesi e Marinotti: "Il nostro Cantone non può permettersi di perdere questa occasione"

03 FEBBRAIO 2017
LUGANO - "Ho esitato, ma un esame attento dei fatti mi ha convinto: voterò contro la riforma III delle imprese". Firmato Dick Marty.
 
L'ex senatore PLR scende in campo nell'infuocata arena politica, dove ormai da settimane si sta svolgendo un dibattito senza esclusioni di colpi tra i favorevoli e i contrari alla riforma fiscale su cui siamo chiamati ad esprimerci.
 
"Il Consiglio federale - scrive Marty in un'opinione pubblicata stamane sulla Regione - aveva presentato un progetto equilibrato che risolveva in modo elegante e convincente l problema". Ovvero sia l'armonizzazione fiscale, imposta dall'estero, tra le aziende svizzere e le società straniere a statuto speciale."In parlamento, tuttavia - aggiunge l'ex senatore - vi è stato un vero assalto alla diligenza. Varie lobby si sono servite a piene mani. Una volta ancora ne approfitteranno i più abbienti e il salatissimo costo della riforma, se dovesse essere accettata, andrà a colpire il ceto medio". 
 
Quindi, l'ex Consigliere agli Stati, affonda il colpo: "Il pacchetto in votazione è in realtà una specie di gioco d'azzardo. (…)Quanto è uscito dal parlamento e ora in votazione assume le sembianze di una speculazione ad altissimo rischio. Con la particolarità che se va male, chi ha speculato sarà in ogni caso vincitore, mentre il normale cittadino ne subirà le conseguenze. Vero è, invece, quanto affermato dai fautori della riforma: se  non si fa nulla, il rischio di perdite di posti di lavoro è reale. Una riforma è assolutamente necessaria. Ma non questa. Rifiutiamola e riprendiamo subito il progetto del Consiglio Federale, questa volta proteggendo meglio la diligenza".
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