Il presidente degli industriali getta acqua sul fuoco dopo l'aspra polemica tra il direttore di AITI e il Consigliere di Stato sulla riorganizzazione del DI: " La volontà del Direttore Modenini era semplicemente quella di informare gli associati che, come è normale e doveroso, stavamo approfondendo il dossier e che presto avremmo allacciato dei contatti con il Dipartimento Istituzioni"

Un duro scontro partito da una lettera agli associati di AITI, firmata dal direttore Stefano Modenini. Nello scritto si criticava duramente la riorganizzazione del Dipartimento delle Istituzioni, annunciando di voler far intervenire l'autorità federale ed, eventualmente, i tribunali.
Il Consigliere di Stato non l'ha presa bene e, in un'intervista rilasciata ieri a Liberatv, ha difeso il suo "progetto" e risposto per le rime a Modenini: "Il contenuto di quella lettera - ha attaccato Gobbi - rappresenta il pensiero del direttore di AITI e non degli industriali" (leggi articolo correlato).
E quindi? Come stanno le cose? Per fare chiarezza ci siamo rivolti al presidente dell'Associazione Fabio Regazzi che, come detto, non intende gettare altra benzina sul fuoco. Anzi, al contrario smorza i toni.
"Quella lettera agli associati - spiega ai microfoni di Liberatv – doveva essere un documento interno all’Associazione scaturito da numerose lamentele giunte dalle aziende che fanno parte di AITI, che hanno accolto con perplessità, per non dire contrarietà, questa riorganizzazione per la quale AITI non era nemmeno stata preventivamente coinvolta e nemmeno informata. La volontà del Direttore Modenini era semplicemente quella di informare gli associati che, come è normale e doveroso, stavamo approfondendo il dossier e che presto avremmo allacciato dei contatti con il DI per discutere la riorganizzazione".
Regazzi ammette che i toni dello scritto di Modenini "erano risoluti, come è lo stile del nostro Direttore, almeno in questa prima fase di valutazione preliminare", ma ciò non toglie "le perplessità e le divergenze di fondo" che la riorganizzazione di Gobbi suscita nel mondo degli industriali: "Che non siamo contenti mi pare scontato", sottolinea il numero uno degli industriali.
"In ogni caso - conclude Regazzi - non mi focalizzerei più di quel tanto su questa polemica, che ha già fatto abbastanza rumore. Adesso l'importante è guardare avanti e concentrarsi sul merito della proposta e sugli incontri che nelle prossime settimane AITI avrà con i funzionari del DI, in cui presenteremo le nostre osservazioni sul merito della riorganizzazione da lui proposta".
AELLE