POLITICA E POTERE
Cleto Ferrari scatenato. Motiva il suo no alla protezione giuridica degli animali e alza il tiro: "Troppi politici sono nelle mani dei media, dei social e delle mode. Mancano leader capaci di costruire benessere, di tenere il timone anche nella bufera, se
Il deputato: "Il Consiglio di Stato dove era? In nove mesi non è stato in grado di prendere posizione? E sì che l’Ufficio che se ne occupa è ben rimpolpato ed è passato in un paio di decenni da due addetti a una decina. Qualcosa si farà quindi anche per gli animali! Ma noi granconsiglieri non abbiamo potuto saperlo"
Foto: TiPress/Carlo Reguzzi
di Cleto Ferrari *

A giorni voteremo se introdurre nella Costituzione la protezione giuridica degli animali. Quale Gran Consigliere che ha partecipato ai lavori assembleari mi permetto di evidenziare le tante lacune emerse nella trattazione dell’iniziativa in quota Lega, prima firmataria Sabrina Aldi. Lacune che dovrebbero portarci in generale ad una più profonda riflessione di come sta funzionando l’apparato politico cantonale.

L’iniziativa è stata presentata il 25 gennaio 2016. Il rapporto della Commissione del Gran Consiglio è approdato al plenum nella sessione di settembre del 2016; Sessione dedicata al riequilibrio delle finanze, tassando e tagliando mezzi ai ticinesi. Non la si è potuta trattare a settembre in quanto l’ordine del giorno era già troppo carico per cui è girata un altro mese prima che venisse sottoposta a discussione in plenum in ottobre. A settembre mi ero lamentato per la pochezza del rapporto. Infatti in base ad un foglio pieno di emozioni ma scarno di sostanza, avremmo dovuto decidere se mandare o meno a votare il popolo ticinese su una modifica della Costituzione. Rapporto che non faceva nemmeno onore al nostro sistema democratico in quanto per un’iniziativa costituzionale popolare è richiesta la raccolta di un minimo di diecimila firme. Se si prende la via breve del Gran Consiglio, nel rispetto dei nostri cittadini, della società civile, che l’hanno più dura (diecimila firme!), ci si adoperi ad approfondire un minimo la problematica.

Invece no! Alle più banali domande che una persona deve porsi per trattare il tema, come ad esempio come funziona l’attuale sistema di protezione degli animali, come funziona a livello federale, ci sono Cantoni che hanno già fatto qualcosa del genere, ci saranno conseguenze sui costi di personale amministrativo e in burocrazia visto che un mese prima abbiamo tartassato i cittadini, ci sarà un aumento dei compiti dello Stato, cosa si intende per animali,…?, il rapporto non conteneva risposte.

Ma addirittura la stesura del rapporto è avvenuta senza il preventivo parere del Consiglio di Stato. Parere fondamentale in quanto attualmente e in futuro è l’esecutivo che tramite l’amministrazione applica la Legge. Il Consiglio di Stato dove era? In nove mesi non è stato in grado di prendere posizione? E sì che l’Ufficio che se ne occupa è ben rimpolpato e conta su titoli di studio quale Dottor… L’Ufficio, rimpolpato, è passato in un paio di decenni da due addetti ad una decina. Qualcosa si farà quindi anche per gli animali! Ma noi granconsiglieri non abbiamo potuto saperlo.

Per questo motivo avevo chiesto al plenum di rinviare la trattazione del rapporto in attesa di maggiori approfondimenti. Ma nemmeno questo passo è stato possibile. La sensazione è che tanti, troppi politici siano nelle mani dei media, dei social, delle mode, del tutto e subito e non abbiano una benché minima visione d’assieme e di rispetto per il contribuente. Mancano leader politici capaci di costruire benessere, di tenere il timone anche nella bufera, senza vivacchiare sui media e sulle paure ed emozioni di questo mondo, e disossare il contribuente se non a colpi di imposte a colpi di tasse.

Dopo queste premesse e dopo aver approfondito per conto mio il tema, voterò no alla modifica costituzionale. Accettandola non faremmo un favore ai ticinesi e nemmeno agli animali!      

* deputato indipendente

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