POLITICA E POTERE
Macché simbolo xenofobo! Era solo una questione di dress code. Amanda Rueckert smorza la polemica sulla camicia contadina vietata alla scuola di Erlach: "Prima di indignarci leggiamo le notizie fino in fondo"
La richiesta di un docente di chiedere ad alcuni allievi che durante una festa indossavano la “camicia tradizionale svizzera” di cambiarla in quanto non conforme al “dress code” ha scatenato vivaci polemiche

LUGANO - Macché xenofobia e orgoglio delle proprie tradizioni! Era una semplice questione di dress code! Di codice di abbigliamento, in altre parole…

La richiesta di un docente della Scuola superiore di Erlach, nel canton Berna, di chiedere ad alcuni allievi che durante una festa indossavano la “camicia tradizionale svizzera” – quella con le stelle alpine ricamate – di cambiarla in quanto non conforme al “dress code” dell’istituto ha scatenato vivaci polemiche.

I ragazzi - ha scritto il SonntagsBlick - sono rimasti sconvolti dalla richiesta. Il docente ha giustificato la decisione con il rigido codice di abbigliamento previsto dall'istituto in occasione della festa mentre il direttore ha spiegato che anche a un ragazzo che indossava la maglia dell'Hockey Club Berna è stato chiesto di cambiarsi.

 

Sulla vicenda è intervenuto tra gli altri il vicepresidente dell'UDC ticinese, Alain Bühler, che ha parlato di “uno sconcertante processo alle intenzioni subito da questi giovani che, indirettamente, sono stati praticamente bollati come razzisti. Eppure non indossavano un indumento recante una svastica, una croce celtica, due S o il simbolo "White power". Indossavano Fiori! Fiori signori miei, il simbolo della pace per eccellenza".

Controcorrente l’opinione pubblicata oggi sulla sua bacheca Fecebook dalla deputata leghista Amanda Rueckert: “Leggere dall’inizio alla fine e non solo i titoli! Lunga vita alla camicia contadina con gli Edelweiss, ma mi sembra che qui la situazione stia un po’ sfuggendo di mano. Ho cercato di leggere gli articoli apparsi sui vari media nazionali dall’inizio alla fine, ma non mi pare proprio che alla festa scolastica di Erlach sia stato impedito ai ragazzi di indossarla perché ritenuta razzista o xenofoba... Ma bensì perché era una festa a tema ed era stato concordato che il dress code era “abiti scuri”. Premesso che a me le feste con codici di abbigliamento particolari non esaltano troppo e mi piace vestirmi come voglio io... non è questo il punto: prima di indignarci però dovremmo leggere le notizie fino in fondo. O mi sono persa qualcosa?”.

 

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