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Politica e Potere
05.02.2019 - 09:200
Aggiornamento : 21:58

Giovani per il clima, la proposta di Pamini: "Gli studenti ticinesi votino per abbassare la temperatura nelle aule"

Il deputato dopo le manifestazioni dello scorso weekend, presenta un'iniziativa parlamentare che non mancherà di far discutere....

BELLINZONA -  “I giovani studenti ticinesi decidano se abbassare la temperatura nelle aule delle loro classi”. È questa la proposta del deputato di AreaLiberale/UDC Paolo Pamini - sostenuto dai colleghi Morisoli, Denti e Ferrari - a seguito delle manifestazioni a favore del clima, che hanno animato le piazze della Svizzera lo scorso weekend (Bellinzona compresa”.

Per concretizzare questa idea, Pamini e coofirmatari, hanno presentato un’iniziativa parlamentare, con allegato decreto legislativo urgente da far votare al Gran Consiglio, in modo da poter subito implementare la misura.

“Molti tra i giovani manifestanti - si legge nel testo -  hanno dichiarato ai media di voler prendere in mano il proprio futuro e che il cambiamento inizia con le piccole decisioni e i sacrifici quotidiani di ogni persona. I manifestanti hanno chiesto misure urgenti e stanno ipotizzando uno sciopero studentesco in Ticino il 15 marzo 2019. Per tale motivo, si propone di permettere ad ogni classe delle scuole medio-superiori del Cantone di votare democraticamente se e quale sacrificio sia disposta a compiere in termini di riduzione del consumo di energia per il riscaldamento della propria aula. Si chiede inoltre che il DECS, informato dalle direzioni degli istituti, renda note pubblicamente le decisioni prese dai vari istituti, in modo che l’esemplare sacrificio delle alunne e degli alunni ticinesi possano giungere ai cuori e alle menti delle cittadine e dei cittadini ticinesi”.

“La messa in votazione della proposta di risparmio energetico classe per classe - prosegue Pamini - tiene conto della diversità delle preferenze e permette se desiderato di mantenere lo statu quo. Inoltre, la messa in votazione di cinque possibili temperature d’esercizio (15°C, 16°C, 17°C, 18°C o nessun cambiamento) permette di misurare su tutto il territorio cantonale, in modo omogeneo e paragonabile le effettive preferenze di tutto il corpo allievi, comprendendo in tal modo quale sia l’effettiva sensibilità alla problematica (grazie al principio delle cosiddette preferenze rivelate, ossia alla precedenza data ai fatti sulle parole) e facilitando così la formazione di opinioni tra le cittadine e i cittadini, nonché nel mondo politico cantonale. Si osservi che secondo la prassi del Dipartimento del Territorio, già oggi in presenza di polveri fini la temperatura degli stabili amministrativi viene ridotta a 18°C. Inoltre, se si volesse dare pienamente seguito alle richieste dei manifestanti in termini di taglio delle emissioni, le temperature dovrebbero verosimilmente essere ridotte ben oltre i 15°C. Tuttavia, con lo scopo di non causare problemi collaterali e garantire il funzionamento della scuola ticinese, i firmatari non desiderano con la presente proporre riduzioni tanto drastiche solo perché coerenti con le richieste dei manifestanti”.

 

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