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Politica e Potere
03.06.2020 - 11:250

I dubbi di Piero Marchesi: "I criminali scarcerati in Italia presto in Svizzera?"

Il Consigliere Nazionale UDC: "Con l'abolizione del controllo sistematico alle frontiere, i criminali possono a breve varcare il confine per sfuggire alla giustizia italiana"

BERNA – Continua a far discutere il tema della libera della circolazione delle persone, in particolare i possibili impatti dopo le decisioni del Governo italiano sul nostro Paese. Il tema è al centro di due atti parlamentari che il consigliere nazionale UDC Piero Marchesi ha sottoposto al Consiglio Federale.

In una delle due interpellanze, Marchesi chiede se "con il ripristino della Libera circolazione i criminali scarcerati in Italia arriveranno presto in Svizzera?".

“Dopo tutta la fatica che si compie per arrestarli – scrive –  dopo tutti i rischi, ecco questo provvedimento che definirei un indulto. Tutto questo delegittima un intero sistema. Già far scontare per intero le pene è diventata cosa particolarmente difficile, ma questo nuovo provvedimento libera di fatto chi ha meno di 18 mesi da scontare e permette i domiciliari a chi nella maggior parte delle volte non ha nemmeno un domicilio certo”. Queste le parole di Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato di polizia italiano (SAP) alla notizia della pubblicazione del decreto legge del Governo italiano il 16 marzo 2020".

E ancora: "Se in Italia vi è preoccupazione, perché persone pericolose sono di fatto fatte uscire dalle carceri a seguito delle difficoltà di gestione nel periodo Covid-19, anche in Svizzera - Ticino in particolare - vi è il timore che in seguito all'abolizione del controllo sistematico alle frontiere, possano a breve varcare il confine per sfuggire alla giustizia italiana".

A seguito di questo preoccupante scenario, ecco le domande sottoposte al Consiglio federale:

1. È a conoscenza di questa decisione adottata dal Governo italiano?

2. Il Governo italiano ha informato ufficialmente i Governi dei paesi confinanti di questa decisione?

3. Condivide la preoccupazione che questi criminali potrebbero presto varcare i confini, molti di fatto non più presidiati, per venire in Svizzera e così sfuggire alla giustizia italiana?

4. In caso affermativo, che misure intende mettere in atto per impedire, o quantomeno limitare questo fenomeno?

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