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14.12.2020 - 09:350

La proposta della Lega: "Usiamo i 90 milioni dei ristorni dei frontalieri per aiutare l’economia ticinese"

"La situazione di molte famiglie è drammatica anche a causa delle nuove chiusure. I ristorni vanno bloccati"

BELLINZONA – "Usiamo i 90 milioni dei ristorni dei frontalieri per aiutare l’economia ticinese". È quanto chiedono al Governo Boris Bignasca (primo firmatario) e altri tredici firmatari dell'interpellanza.  "Ogni giorno – si legge nell'atto parlamentare – il Canton Ticino accoglie 70mila frontalieri. Possiamo considerare che un numero ragionevole di frontalieri possa non essere negativo per l’economia, mentre siamo certi che un numero eccessivo (come quello attuale) provoca disagi al traffico, dumping salariale e disoccupazione tra i lavoratori e le lavoratrici residenti".

"La situazione finanziaria del Canton Ticino, inoltre, è molto preoccupante. Il debito pubblico si attesta a 2 miliardi. Il deficit per i prossimi quattro anni raggiungerà – secondo quanto previsto a piano finanziario – altri 1'000 milioni. Inoltre il debito occulto della cassa pensione dello Stato si aggira intorno ai 2.8 miliardi. Il totale del debito del Canton Ticino si aggirerà dunque verso 5.8 miliardi, a carico delle future generazioni. Oltre a ciò la situazione economica di molte famiglie, lavoratori indipendenti, ristoratori, operatori turistici, ecc., è drammatica anche a causa delle nuove chiusure, adottate per tentare di combattere la seconda ondata della pandemia di Covid19".

"Per questa ragione chiediamo al Consiglio di Stato di adottare misure straordinarie e di bloccare e i ristorni e di usare questi fondi per occuparsi dei casi di rigore, degli indipendenti, e di tutte le categorie colpite dalle misure riguardo alla pandemia. Eventuali fondi residui, potrebbero essere usati per ridurre il deficit strutturale".

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