POLITICA E POTERE
L'UDC: “Più trasparenza e consapevolezza sui costi dei servizi pubblici”
Depositata una mozione per promuovere la cultura generale della parsimonia attraverso l’applicazione di etichette su alcune opere pubbliche. L’obiettivo è generare una coscienza e un senso civico nei cittadini che ne usufruiscono
TiPress/Francesca Agosta

BELLINZONA - I servizi dello Stato, le sue infrastrutture, hanno un costo che il cittadino/consumatore non conosce, perché non può conoscerlo o non se ne rende conto, in quanto manca d'informazioni o di consapevolezza.

“Si fa un gran parlare di risanamento, di conti pubblici in squilibrio e di debiti in crescita. Si aprono dubbi e conclusioni affrettate sull’impiego dei mezzi pubblici, si sospetta che tutto ciò che lo Stato fa costa troppo, che ci sono sprechi e via dicendo”. Con questa premessa, l’UDC ha depositato oggi una mozione al fine di promuovere la cultura generare della parsimonia e la riduzione degli sprechi, anzitutto attraverso l’informazione, a politici, funzionari, cittadini e allievi.

L'obiettivo è ottenere più trasparenza sui costi dei beni pubblici, generando una coscienza, una consapevolezza e un senso civico nei cittadini che ne usufruiscono. “Un primo passo verso la consapevolezza è sapere che nulla è gratis e che qualcuno paga, che gli investimenti sono necessari ma non a qualsiasi prezzo, e per questo sono necessarie la conoscenza e l'educazione", si legge nel documento firmato in primis dal capogruppo Udc Sergio Morisoli, con Roberta Soldati, Lara Filippini, Daniele Pinoja, Paolo Pamini, Tiziano Galeazzi ed Edo Pellegrini.

Con questo intento, l’UDC chiede al Consiglio di Stato di affiggere delle “etichette” su alcune opere pubbliche (come edifici, rotonde, ...) indicanti i costi totali e il valore delle opere appaltate. La proposta è estesa anche alle scuole, per sensibilizzare gli allievi sul costo di taluni oggetti. Durante le lezioni di educazione civica, inoltre, i democentristi propongono di “insegnare la sensibilità verso la spesa statale”.

Lo scopo è quello di "aumentare la trasparenza della spesa pubblica per permettere alle cittadine e i cittadini di prendere più coscienza su come vengono amministrati i loro soldi. La conoscenza aiuterà a formare una cultura della parsimonia, a farli più partecipi, ma anche a evitare sospetti e polemiche vuote. Un primo passo consiste nel far sapere quanto costano le cose a colpo d’occhio, quando uno passa in strada, senza dovere faticosamente cercare queste informazioni in internet". 

L’UDC vuole tentare quella che definisce una via nuova: "Visto che, sul mercato privato, quasi tutto ha un'etichetta con un prezzo che permette alle consumatrici e ai consumatori di paragonare e poi decidere, così sarebbe utile alla popolazione conoscere anche i prezzi per le infrastrutture e i beni dello Stato. La mozione dell’UDC propone al governo di valutare e introdurre delle etichette ben visibili su edifici pubblici recenti o nuovi (case, rotonde ecc.) indicando i crediti votati e i costi definitivi, i moduli deliberati e i beneficiari degli appalti. Anche in alcune aule scolastiche o su oggetti costosi nelle scuole ci sarebbe da indicare il costo per sensibilizzare gli allievi al valore delle cose. L’UDC consiglia anche di introdurre nei corsi di civica dei concetti quale economicità, parsimonia, efficacia ed efficienza in ciò che fa lo Stato".

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