POLITICA E POTERE
Premi alle stelle, la ricetta di Fulvio. E attacca "le lobby regionali dell'Ente ospedaliero"
"Bisogna concentrare le forze e premiare qualità e costi contenuti, invece di continuare a proporre pianificazioni solo apparenti che hanno solo lo scopo di mantenere quel che c’è, senza mai cambiare nulla"
TiPress/Alessandro Crinari

LUGANO - L’ex consigliere nazionale ed ex presidente del PLR Fulvio Pelli ha spiegato in un’opinione pubblicata sul Corriere del Ticino la sua ricetta per contenere l’esponenziale aumento dei premi di cassa malati. Iniziando con una stoccata alla sinistra e al ministro della sanità Alain Berset: “Il sistema sanitario svizzero è ormai fuori controllo ed i premi di cassa malati sono diventati il principale problema della gestione finanziaria delle nostre famiglie. Non è un buon risultato per chi ha da molti anni la responsabilità del settore in Consiglio federale”.

Secondo Pelli, “l’incapacità di trovare soluzioni ragionevoli per tener sotto controllo i costi della sanità a carico dell’assicurazione obbligatoria, che non deve coprire né lussi né bizzarrie ma solo il necessario per mantenere un buon livello di qualità, fa sì che la politica - soprattutto quella di sinistra - produca a ripetizione illusorie ma pubblicitariamente attrattive iniziative popolari: cassa malati unica, premio al massimo dei 10% del reddito, premi in base al reddito e così via. Tutte ipotesi che cercano di spostare costi a carico di altri, senza affrontare il problema vero, quello dei troppi costi caricati all’assicurazione obbligatoria, ormai in una fase di crescita esponenziale e incontrollata”.

Ha indicato quindi due misure più urgenti che potrebbero contenere future stangate, una di livello federale, l’altra a livello cantonale. Quando la LAMal, la legge sull’assicurazione malattia, è stata introdotta, scrive Pelli, le complementari coprivano il 45% dei costi sanitari e i premi erano quindi molto più bassi, oggi le complementari coprono solo il 33% dei costi, poiché troppe prestazioni sono state inglobate nell’obbligatorietà.

“Hanno quindi vinto tutte le lobby delle prestazioni non indispensabili che avrebbero dovuto rimanere a carico delle assicurazioni complementari, per compiacenza del Dipartimento dell’interno, che per fortuna cambierà responsabile”.

L’ex consigliere nazionale richiama quindi la proposta lanciata sul piano nazionale dal suo partito, la cosiddetta formula “budget” per l’assicurazione obbligatoria, che prevede un nucleo importante di prestazioni sanitarie a carico della LAMal, eliminando “lusso e bizzarrie” che ognuno potrà scegliere di inserire nella propria assicurazione complementare.

Nel frattempo, le Camere federali dovranno abolire il meccanismo secondo il quale le prestazioni operatorie ambulatoriali, che sono in continuo aumento (vedi l’esplosione dei centri medici) siano integralmente a carico delle casse malati, incidendo dunque sui premi, mentre quelle stazionarie vengono pagate anche dallo Stato nella misura del 55%.

Un secondo piano sul quale agire, quello che tocca il Cantone, secondo Pelli, è la pianificazione ospedaliera: in Ticino, annota, c’è una rete di istituti che supera la media nazionale del 57%: bisogna dunque “concentrare le forze e premiare qualità e costi contenuti, invece di continuare a proporre pianificazioni solo apparenti che hanno solo lo scopo di mantenere quel che c’è, senza mai cambiare nulla. L’Ente ospedaliero, dominato com’è dalle lobby regionali, sembra essere incapace di concentrare le sue forze per migliorare numeri e qualità e si fa addirittura sorpassare dal privato, che costa anche di meno. L’EOC va lasciato pubblico, al servizio del Paese, ma liberato dalla politica e finanziato, in modo che possa vivere delle sue sole forze, e soprattutto reso azienda indipendente, di modo che possa rendersi più efficiente ed uscire da una crisi finanziaria che è, insieme ad altre cause, anche all’origine del fatto che i premi in Ticino siano del 20% più alti della media svizzera”.

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