POLITICA E POTERE
Nomine illegittime alla SIMS, l'MPS: "Occorre azzerare tutto"
Dopo la seconda bocciatura del TRAM, il Movimento per il socialismo attacca la gestione del dossier, chiede un nuovo concorso e un cambio di rotta da parte del Governo
Archivio TiPress

BELLINZONA - Dopo la seconda bocciatura del TRAM sulle nomine alla direzione dell’insegnamento medio superiore, il Movimento per il socialismo attacca la gestione del dossier e chiede un nuovo concorso e un cambio di rotta da parte del governo. Il Movimento per il socialismo (MPS) prende posizione dopo la decisione del Tribunale amministrativo cantonale (TRAM) che, per la seconda volta, ha accolto un ricorso contro le nomine alla direzione della SIMS effettuate nel giugno 2024, dichiarandole illegittime e rinviando gli atti al Consiglio di Stato. Per il Movimento questa seconda bocciatura cancella ogni ambiguità e conferma “la grave leggerezza” con cui il dipartimento scolastico cantonale ha gestito la vicenda. L’MPS ricorda di essere stato il primo, già nei giorni successivi alle nomine, a sollevare in Parlamento dubbi su qualifiche dei prescelti, criteri di selezione e metodo decisionale, attraverso l’atto parlamentare 80.24, e rivendica che quelle critiche trovano ora una doppia conferma sul piano giudiziario. Secondo il movimento le nomine sono state “cucinate” in una cerchia ristretta attorno al capo della Divisione della scuola, con il sostegno della direttrice del dipartimento, senza un reale confronto con il mondo scolastico e con esiti prevedibilmente contestati da docenti e candidati esclusi. Ancora più grave, sottolinea l’MPS, è quanto accaduto dopo il primo ricorso accolto: invece di cambiare rotta, l’autorità competente ha ignorato il segnale del tribunale, riproponendo le stesse persone alla guida della sezione, in quello che il movimento definisce “un atto di aperta sfida istituzionale”. Oggi arriva la seconda bocciatura e per l’MPS la situazione è “chiara”: le due persone nominate non possono più dirigere la SIMS, occorre tornare alla casella di partenza e riaprire un nuovo concorso, ponendo fine a una gestione definita “fallimentare” che avrebbe fatto perdere quasi due anni a un settore cruciale della scuola ticinese, proprio mentre le scuole medie superiori affrontano l’introduzione dei nuovi piani di studio e le tensioni legate alla crisi sociale. Il movimento parla di “responsabilità politica grave” per l’incapacità di garantire una direzione solida, autorevole e legittimata e invita il dipartimento e il Consiglio di Stato a voltare pagina, abbandonando logiche autoreferenziali e percorsi opachi. La richiesta è quella di avviare un nuovo processo fondato su una vera consultazione del mondo della scuola – docenti, direzioni ed esperti – per arrivare a scelte credibili e davvero orientate all’interesse della scuola ticinese.

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