POLITICA E POTERE
Tuto Rossi: "Giustizia lumaca davanti a violenza e aggressioni"
Il deputato UDC presenta un'interpellanza urgente: "Pugni, pestaggi e risse vengono trattati dal Ministero pubblico con la necessaria celerità soltanto quando ci scappa il morto. Perché?"

di Tuto Rossi*

L’urgenza di questo atto parlamentare è evidente e non più procrastinabile, alla luce del crescente numero di casi di aggressione denunciati al Ministero Pubblico che risultano ancora pendenti dopo tempi d’attesa inaccettabili. Tale situazione incrementa la sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni preposte alla loro tutela e sembra confermare una preoccupante difficoltà del sistema giudiziario nel garantire risposte tempestive ed efficaci.

Pugni, pestaggi e risse vengono trattati dal Ministero pubblico con la necessaria celerità soltanto quando ci scappa il morto. L’interesse pubblico è manifesto: una giustizia ritardata è, di fatto, una giustizia negata. Quando procedimenti penali relativi a episodi di violenza si trascinano per anni, viene meno non solo la funzione dello Stato di diritto, ma anche la tutela effettiva delle vittime e la credibilità stessa dell’azione penale. Il modus operandi riscontrato negli ultimi anni riguardo agli episodi di violenza è in palese contrasto con l’art. 29 Cost. e con l’art. 6 CEDU.

Il corretto funzionamento della giustizia penale è uno dei pilastri fondamentali dello Stato di diritto e della tutela dei cittadini: non è accettabile che episodi di aggressione ai danni di normali cittadini siano denunciati alle autorità penali, senza che segua, in tempi ragionevoli, un’evoluzione concreta del procedimento.

Sempre più spesso si riscontra come casi di aggressione denunciati al Ministero Pubblico rimangano pendenti (per non dire fermi) per anni, senza nessuna evoluzione. Questa situazione genera un profondo senso di insicurezza nella popolazione e contribuisce ad alimentare la percezione di una giustizia lenta, distante dai bisogni di protezione della gente, e inefficace.

La giustizia penale non può permettersi di perdere credibilità proprio in quei casi in cui la sua funzione è più essenziale, cioè nella protezione dell’integrità fisica e psichica delle vittime. Alla luce di quanto sopra, si impone una riflessione seria e trasparente sull’efficienza dei procedimenti penali in materia di reati contro l’integrità personale e sulle eventuali criticità organizzative/strutturali che determinano tali ritardi.

Le domande al Consiglio di Stato

1. Di informarsi e di conseguenza di informare il Gran Consiglio circa il numero di procedimenti penali per reati contro l’integrità della persona (lesioni personali, pestaggi, risse e aggressioni) che sono attualmente pendenti presso il Ministero pubblico e da quanto tempo sono aperti?

2. Qual è la durata media di trattazione di questi casi di violenza negli ultimi dieci anni? 3. Esistono categorie di reati che risultano essere più frequentemente soggette a ritardi? 4. Come mai, il Ministero pubblico evade rapidamente le violazioni della legge sulla circolazione stradale e quelli riguardo al consumo ricreativo di droghe leggere, mentre tralascia per anni i reati ben più gravi di violenza contro le persone da parte di esaltati, bulli palestrati, o buttafuori vari?

5. Come giudica il Consiglio di Stato il fatto che in assenza del morto – spesso fortuita – i reati violenti, se per caso giungono a termine dopo anni, vengono liquidati con pene irrisorie: una multa e qualche aliquota di carcere sospesa condizionalmente. 6. Negli ultimi anni, il Ministero pubblico si è ripetutamente rivolto alle istituzioni politiche chiedendo un potenziamento dei magistrati e dei segretari giudiziari; il Consiglio di Stato si è chiesto come mai, malgrado i potenziamenti concessi, i reati violenti – senza il morto – vengono lasciati languire per anni e anni?

7. In occasione di Messaggi ufficiali concerneti l’aumento di risorse concesse al Ministero pubblico, non ritiene il Consiglio di Stato necessario vincolare qusti potenziamenti con la garanzia che i procedimenti penali per reati violenti vengano trattati con maggiore tempestività?

*deputato UDC - interpellanza sottoscritta anche da Aline Prada (UDC) e Lara Filippini (UDC)

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