SALUTE E SANITÀ
Luciano Giudici rilancia il progetto dell'ospedale cantonale: "Ecco come immagino la futura rete sanitaria. L’unica ubicazione in grado di essere accolta dalla maggioranza dei cittadini è il Monte Ceneri"
L'ex consigliere nazionale: “È la politica, semmai con il popolo, che deve scegliere e decidere, non l’Eoc, che è un ente tecnico e non politico. Il dibattito è urgente”
POLITICA E POTERE

Dalla tassa sui posteggi alla legge sul'EOC, dall'iniziativa sugli ospedali a quella sulla scuola, il bilancio del Governo: "Relativa soddisfazione"

05 GIUGNO 2016
POLITICA E POTERE

Dalla tassa sui posteggi alla legge sul'EOC, dall'iniziativa sugli ospedali a quella sulla scuola, il bilancio del Governo: "Relativa soddisfazione"

05 GIUGNO 2016
LOCARNO - L’ex consigliere nazionale del PLR Luciano Giudici rilancia un’idea mai abbandonata ma mai realizzata: quella dell’ospedale cantonale. Lo fa dopo la bocciatura popolare della nuova legge sull’Ente ospedaliero.

“Un ospedale cantonale – scrive in un’opinione pubblicata oggi su LaRegione - nel quale evidentemente troverebbero posto i pazienti da sottoporre a cure particolari, specialistiche. Con la continuazione della normale attività di cura negli altri centri cantonali, nei quali i malati meno gravi possono avere il conforto psicologico e morale della vicinanza al proprio domicilio e alla propria famiglia”.

Negli ultimi 50 anni, ricorda Giudici, “la struttura ospedaliera è completamente cambiata in positivo, è nato l’Eoc, è stato creato il Cardiocentro. Dopo il risultato di domenica 5 giugno, una sconfitta dei principali attori della politica ospedaliera ticinese (governo, parlamento, Eoc, cliniche private), il no alla riforma della legge Eoc, che pone almeno in dubbio anche la pianificazione ospedaliera nel suo complesso (negarlo è un vano espediente che denota scarsa sensibilità politica), ritengo che bisogna riaprire il cantiere dell’ospedale cantonale con sguardo privo di pregiudizi”.

Ciò che non è stato possibile nel 1962, prosegue, deve essere finalmente affrontato di petto 53 anni dopo: “creare un nuovo ospedale cantonale concentrandovi tutte le alte specialità. Superando le rivalità regionali tra Bellinzona e Lugano, con i decennali contrasti professionali e anche personali che sussistono tutt’ora. Scegliendo l’uno o l’altro centro il referendum è assicurato e l’insuccesso scontato. L’unica ubicazione in grado di essere accolta dalla maggioranza dei cittadini è il Monte Ceneri, nell’area militare ormai ridotta a centro di reclutamento. Facilmente raggiungibile con l’autostrada, con l’elicottero, con il treno (vecchia e nuova linea). Gli ospedali regionali di Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio, nel segno del legislatore dell’Eoc, continueranno la loro offerta di prossimità con le specialità di base e il pronto soccorso 24 ore su 24. Il Cardiocentro e la clinica Hildebrand, incontestati, siano associati all’Eoc con modalità che consentano un miglioramento del coordinamento già esistente, ma anche un’autonomia gestionale e di ricerca che ha fatto la loro eccellenza.

Nella valli superiori occorre garantire strutture stazionarie come previsto dal Gran Consiglio.

Le cliniche private, finanziariamente garantite dalle prescrizioni LAMal, possono e devono esistere e continuare la loro attività”.

E conclude: “È la politica, semmai con il popolo, che deve scegliere e decidere, non l’Eoc il quale è privato dei fondi propri di dotazione necessari, essendo caduta la modifica di legge. L’Eoc, come stabilisce del resto il nome, deve occuparsi della gestione degli ospedali, non invadere i campi della sanità ambulatoriale privata, non dimenticando che è un ente tecnico e non politico. Il dibattito è urgente”.

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