SALUTE E SANITÀ
Clinica Luganese un bilancio al futuro. Camponovo: "Non vogliamo fare di più, ma fare meglio". Baranzini: "Fedeli ai nostri valori fondanti, con un'attenzione all’essere umano durante tutto il percorso di cura”
A livello strategico, la Clinica Luganese Moncucco intende svilupparsi e crescere qualitativamente nei settori dove le competenze e i servizi sono già sviluppati e apprezzati dai pazienti e dai medici invianti del territorio. Servizi come la chirurgia viscerale, l’urologia, la medicina interna, la geriatria e l’oncologia hanno registrato negli anni un costante aumento dell’attività, indicatore di fiducia e di gradimento del lavoro svolto, si legge nel commento al bilancio 2017
Nelle foto, da sinistra il presidente Mauro Baranzini e il direttore della Clinica Luganese Christian Camponovo
LUGANO – Quasi 7'300 ricoveri e oltre 45'000 casi ambulatoriali. Sono solo due tra i tanti numeri che raccontano il 2017 della Clinica Luganese Moncucco. Un polo ospedaliero che conta ben 700 collaboratrici e collaboratori e che dunque, hanno sottolineato i vertici, investe nel proprio capitale umano.

Durante la conferenza stampa di bilancio, il professor Mauro Baranzini, presidente del Consiglio di Amministrazione, ha ribadito la volontà della Clinica di rinnovarsi nella tradizione per rispondere ai bisogni della popolazione ticinese.

La forte motivazione dei collaboratori e lo statuto non profit, ha aggiunto, “consentono di restare fedeli ai valori fondanti della Clinica, di investire in formazione, strutture e tecnologie, mantenendosi costantemente competitivi sul piano nazionale. Con questo grande impegno la Clinica vuole ribadire l’attenzione che rivolge all’essere umano durante tutto il percorso di cura”.

A livello strategico, la Clinica Luganese Moncucco intende svilupparsi e crescere qualitativamente nei settori dove le competenze e i servizi sono già sviluppati e apprezzati dai pazienti e dai medici invianti del territorio. Servizi come la chirurgia viscerale, l’urologia, la medicina interna, la geriatria e l’oncologia hanno registrato negli anni un costante aumento dell’attività, indicatore di fiducia e di gradimento del lavoro svolto, si legge nel commento al bilancio 2017.

Il direttore, Christian Camponovo, ha da parte sua spiegato la politica degli investimenti della Clinica, che si concretizza in due settori ben distinti: quello dell’incremento qualitativo e quantitativo delle proprie risorse umane e quello dell’ammodernamento delle infrastrutture e delle apparecchiature.

“Nel 2017 – ha spiegato - sono ben 67 i nuovi posti di lavoro creati e occupati da collaboratori qualificati e residenti prevalentemente in Ticino; procede anche l’investimento nella formazione, caratteristica specifica della Clinica che l’anno scorso ha visto 240 persone seguire una formazione di base - tra apprendisti, collaboratori in specializzazione e allievi infermieri - e in un’ampia offerta di formazione continua”.

Per il rinnovo e l’ampliamento degli stabili e delle apparecchiature sono invece stati investiti negli ultimi 10 anni più di 100 milioni di franchi. Malgrado le ingenti spese sostenute in questo settore,  la Clinica resta una società finanziariamente molto solida e, anche nell’anno appena trascorso, ha potuto chiudere i conti con un utile d’esercizio.

Camponovo ha aggiunto che la Clinica “non mira a fare di più, ma a fare meglio. La crescita dell’attività registrata negli anni è un chiaro segnale che i servizi offerti sono apprezzati dai pazienti e dai medici curanti del territorio”.

I vertici hanno ricordato che la Clinica è da sempre attenta al tema del contenimento della spesa sanitaria e i buoni risultati ottenuti sono solo l’inizio di questa ambiziosa sfida: si vuole infatti continuare a migliorare la qualità, evitando gli sprechi e l’erogazione di prestazioni inutili. Per questo la Clinica chiede l’aiuto di tutti i partner e delle collaboratrici e dei collaboratori, lavorando quotidianamente sulle ottimizzazioni e sul miglioramento continuo.

Come ha rivelato Mister Prezzi, la Clinica Luganese Moncucco è l’istituto meno caro in Svizzera nel settore delle cure acute.  Se le prestazioni eseguite in Clinica venissero erogate al costo mediano di tutte le strutture acute svizzere, i ticinesi dovrebbero sopportare maggiori costi pari a circa 18 milioni di franchi.

Importante, si legge nella nota di bilancio, è anche l’impegno sociale che si realizza attraverso molteplici iniziative, tra le quali l’Ambulatorio Beata Giovannina Franchi e il progetto IntegraTI. L’Ambulatorio Beata Giovannina Franchi offre prestazioni sanitarie di prima necessità a persone senza mezzi finanziari e senza copertura assicurativa. In quest’ambito collabora con i servizi di supporto presenti sul territorio quali Antenna MayDay, Casa Astra, Mensa dei poveri, ecc.

Il Progetto IntegraTI si prefigge di formare sull’arco di 5 anni 25 rifugiati, garantendo così l’indipendenza finanziaria e l’integrazione nella società.

E proprio con il Progetto IntegraTi, la Clinica ha partecipato come finalista all’ottava edizione dello Swiss Ethics Award tenutasi il 26 aprile 2018 a Lucerna. L’evento, promosso dallo Swiss Excellence Forum presso il KKL di Lucerna, ha selezionato le più significative iniziative promosse da organizzazioni e aziende attive in Svizzera i cui progetti sono fondati su principi etici fondamentali e senso di responsabilità nei confronti della società e dell’ambiente.

Per l’edizione 2018, la giuria ha nominato il progetto IntegraTI lanciato nel 2016. Per il premio, oltre alla Clinica, erano in lizza Coop & Chocolats Halba (cioccolato sostenibile dall’Ecuador), IKEA (programma di inclusione dei rifugiati), Swisscom (insieme per una maggiore sostenibilità).

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