Nel 2027 previsto un aumento del 3,7%, contro il 5% della media svizzera. Il premio medio ticinese sale comunque a 519,90 franchi al mese. Il Governo: “Segnale incoraggiante”, ma dopo anni di rincari l’aggravio resta pesante

BERNA / BELLINZONA – Una buona notizia, almeno in termini relativi. Ma con un dato che continua a pesare enormemente sui bilanci delle famiglie ticinesi. Nel 2027 i premi di cassa malati aumenteranno in Ticino del 3,7%, meno della media svizzera, per la quale si prevede un rincaro del 5%. Il nostro Cantone resta però quello con il premio medio più elevato del Paese: 519,90 franchi al mese, contro una media nazionale di 412 franchi.
È la fotografia dei premi 2027 presentata oggi a Berna dalla consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, responsabile del Dipartimento federale dell’interno, e dalla direttrice dell’Ufficio federale della sanità pubblica Anne Lévy.
Per il Ticino il dato significativo è soprattutto il rallentamento. Nel 2026 l'incremento era stato infatti del 7,1% e, per la prima volta da anni, nel 2027 la crescita sarà inferiore a quella registrata complessivamente in Svizzera.
Il Consiglio di Stato parla per questo di un “segnale incoraggiante” e legge il dato anche come un'indicazione che le misure adottate a livello cantonale stanno andando “nella giusta direzione”. Ma non nasconde la preoccupazione: anche un aumento del 3,7% significa un ulteriore aggravio dopo anni nei quali i ticinesi hanno dovuto sopportare rincari particolarmente pesanti.
Il Governo attribuisce il rallentamento anche alle numerose azioni messe in campo per contenere la spesa sanitaria e annuncia che questa politica dovrà essere proseguita ed estesa. Tra gli interventi cita anzitutto le moratorie per i medici specialisti, applicate a otto specializzazioni con un regime definito fra i più severi della Svizzera, e quelle introdotte nel settore delle cure a domicilio, per Spitex e infermieri indipendenti.
Proprio nell'ambito delle cure a domicilio sono stati inoltre inaspriti i criteri di qualità necessari per ottenere l'autorizzazione all'esercizio e accedere al finanziamento residuale cantonale. Dal 1° aprile 2026 è stata introdotta anche una partecipazione dell'utente ai costi delle cure, con l'obiettivo dichiarato di favorire un utilizzo più consapevole delle prestazioni.
Il Cantone ricorda poi la decisione di ridurre il valore del punto tariffale per le prestazioni mediche ambulatoriali, misura contestata e sulla quale è tuttora pendente un ricorso davanti al Tribunale amministrativo federale.
Ma il pacchetto non si ferma qui. Il Governo cita il sostegno al progetto pilota tra Ente ospedaliero cantonale e Comunità di acquisti HSK, che rappresenta gli assicuratori Helsana, Sanitas e KPT. L'obiettivo è trasferire, quando clinicamente possibile, determinate operazioni dal regime stazionario a quello ambulatoriale, meno costoso.
Sul fronte dei pazienti il DSS ha invece lanciato la campagna “Scegliere con cura”, per promuovere l'appropriatezza delle cure e un ricorso più consapevole alle prestazioni sanitarie. È inoltre in fase di approfondimento la nuova pianificazione ospedaliera cantonale, con l'intenzione di ridurre la frammentazione dei mandati e concentrare maggiormente le prestazioni che richiedono una particolare specializzazione.
RIPAM, nel 2027 sul tavolo 520 milioni
Accanto al contenimento dei costi rimane il grande capitolo degli aiuti alla popolazione. Per il 2027 la spesa complessiva prevista per la RIPAM, la riduzione individuale dei premi di cassa malati, sarà di circa 520 milioni di franchi.
Una cifra che comprende anche i 38 milioni supplementari all'anno decisi dal Parlamento nell'ambito della prima fase di attuazione dell'Iniziativa popolare del 10%. Per il 2027 e il 2028 verranno aumentati i parametri che determinano l'accesso alla RIPAM, sia per le persone sole sia per le coppie con e senza figli. L'entrata in vigore definitiva dell'iniziativa è prevista per il 1° gennaio 2029.
Il Governo rivendica su questo fronte un sistema di sussidi mirati che colloca il Ticino fra i Cantoni più generosi nel sostegno al pagamento dei premi, calibrando gli aiuti sulla situazione economica delle economie domestiche. Da agosto, inoltre, è possibile presentare digitalmente la richiesta RIPAM per il 2027.
Da Bellinzona critiche a Berna
Decisamente più critica è la valutazione del Consiglio di Stato su quanto sta accadendo a livello federale. Secondo Bellinzona, le misure adottate a Berna “faticano a mostrare dei vantaggi tangibili”.
Preoccupa in particolare il passaggio al nuovo sistema tariffale TARDOC e il raggiungimento della neutralità dei costi. Secondo le prime indicazioni citate dal Governo ticinese, la riforma, pur ritenuta necessaria, rischia di non essere accompagnata da strumenti sufficientemente efficaci per governare l'aumento dei volumi delle prestazioni e della spesa.
Sotto osservazione c'è anche EFAS, il nuovo finanziamento uniforme delle prestazioni. Dal 2028 la prima fase riguarderà prestazioni ospedaliere e ambulatoriali e comporterà un maggiore onere finanziario per il Cantone; Bellinzona sottolinea che questo dovrà tradursi parallelamente in una corrispondente diminuzione della pressione sui premi pagati dagli assicurati. L'entrata in vigore della prima fase di EFAS nel 2028 è indicata anche nel programma di legislatura cantonale.
In Svizzera il premio medio sale a 412 franchi
A livello nazionale, nel 2027 il premio medio raggiungerà 412 franchi al mese, con un aumento del 5%, pari a 19,70 franchi rispetto al 2026.
Per gli adulti l'incremento sarà del 4,9%, ovvero 22,80 franchi in più, portando il premio medio mensile a 487,60 franchi. Per i giovani adulti l'aumento sarà del 4,8%, fino a 338,80 franchi, mentre per i minorenni si arriverà a 128,10 franchi, con una crescita del 4,6%.
Naturalmente si tratta di valori medi: quanto paga effettivamente ogni assicurato dipende dal Cantone e dal luogo di domicilio, dall'età, dalla franchigia, dalla cassa scelta e dal modello assicurativo.
Alla base dell'ennesimo rincaro c'è ancora una volta la crescita della spesa sanitaria. Nel 2025 i costi dell'assicurazione obbligatoria sono aumentati del 5,3% e l'UFSP non vede per il momento segnali di una vera inversione di tendenza. Le stime indicano un ulteriore aumento del 4,7% nel 2026 e del 5% nel 2027.
Le ragioni sono diverse: l'invecchiamento della popolazione, il progresso medico e tecnologico e soprattutto l'aumento del volume delle prestazioni. Crescono sia l'offerta sia il ricorso alle cure e, dal 2024, si è aggiunto anche un aumento dei prezzi in alcuni settori ambulatoriali e stazionari.
Berna ricorda che negli ultimi dieci anni la verifica delle prestazioni, il riesame dei prezzi dei medicamenti e il controllo delle strutture tariffali hanno consentito risparmi complessivi superiori ai 2 miliardi di franchi. Ma evidentemente non basta.
Per questo sono state avviate ulteriori riforme. Il Consiglio federale potrà fissare obiettivi per l'evoluzione dei costi e della qualità nell'assicurazione obbligatoria e lo farà per la prima volta alla fine di quest'anno, in vista del periodo 2028-2031. In caso di superamento degli obiettivi, Confederazione e Cantoni saranno chiamati a valutare misure correttive.
Per il Ticino, insomma, il 3,7% rappresenta una frenata importante rispetto agli ultimi anni, ma non ancora una tregua. Perché i premi continuano a salire e, soprattutto, partono già dal livello più alto della Svizzera. Il Governo considera il dato del 2027 un primo segnale positivo, ma riconosce nello stesso tempo che serviranno altre misure, sia a Bellinzona sia a Berna, per trasformare il rallentamento di quest'anno in qualcosa di più strutturale.