SECONDO ME
Rolando Bardelli: "Inquinamento dell'aria, ringraziamo la meteo. Ma non possiamo combatterlo con la danza della pioggia"
SECONDO ME - "Edificazione e sviluppo economico poco o nulla sostenibili del nostro territorio continuano, determinando un aumento del traffico e dei problemi che ne derivano"

di Rolando Bardelli, medico, Verdi del Ticino

Il Rapporto 2013 sulla Qualità dell’aria in Ticino, pubblicato il 10 giugno dal Dipartimento del territorio, ancora una volta ci permette di essere molto riconoscenti alla meteo, almeno nella stagione fredda: l’inverno 2012/2013 è stato assai piovoso e ciò ha favorito un calo delle concentrazioni delle polveri sottili PM 10 (smog invernale). Purtroppo tali concentrazioni sono rimaste sempre superiori, in Ticino, al limite previsto dall’ordinanza federale contro l’inquinamento atmosferico. E purtroppo il rapporto parla di stagnazione delle concentrazioni dei Diossidi di azoto (NO2) e di aumento di quelli dell’Ozono (smog estivo); entrambi questi inquinanti, come negli anni scorsi, in Ticino rimangono al di sopra dei limiti definiti dalla relativa Ordinanza federale.

I veleni summenzionati sono originati in gran parte dal traffico stradale e rappresentano un problema di salute pubblica. L’ozono causa dei disturbi al sistema respiratorio, in particolare nelle persone già soggette a malattie quali l’asma allergica o la bronchite cronica. I diossidi d’azoto sono stati messi in correlazione con disturbi respiratori, ma anche del sistema cardiovascolare. Una corposa ed autorevole documentazione scientifica, raccolta fin dagli ’80, suggerisce però che l’etichetta di inquinante atmosferico più problematico spetta alle polveri sottili, che a livelli elevati come quelli misurati nel nostro cantone correlano, per esempio, con uno sviluppo ridotto del sistema respiratorio negli adolescenti 1 oppure con un rischio aumentato di infarto del miocardio 2. Una recentissima pubblicazione europea conferma una correlazione tra aumento dei livelli di PM 2,5 nell’aria ed un’accresciuta mortalità 3.

Cosa possiamo fare per contrastare l’inquinamento dell’aria che respiriamo tutti i giorni? Seppure sia lecito sperare nelle precipitazioni per abbattere le polveri sottili nella stagione fredda e diminuire le temperature estive, i Verdi ritengono che l’insegnamento della danza della pioggia in tutte le scuole del cantone non sia la soluzione più appropriata. Abbiamo già a disposizione alcuni strumenti che mirano a ridurre gli inquinanti atmosferici, per esempio nel Piano di risanamento dell’aria, nel Piano direttore cantonale o nei Piani d’agglomerato.

Disgraziatamente finora o sono applicati in misura solo parziale, oppure sono lasciati sulla carta. Il risultato è che edificazione e sviluppo economico poco o nulla sostenibili del nostro territorio continuano, determinando un aumento del traffico e dei problemi che ne derivano. Solo delle misure più decise a livello di pianificazione territoriale, di promozione dei trasporti collettivi, della mobilità aziendale e della mobilità lenta potranno migliorare la qualità dell’aria in Ticino e lo stato di salute dei ticinesi.

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