SECONDO ME
Galeazzi sul LAC: "Ancora una volta ci si scanna su poltrone e divanetti. Nel Consiglio del Polo culturale, che è dei cittadini che l'hanno pagato, devono esserci dei tecnici e non politici in essere o fuori servizio"
Il consigliere comunale UDC: "Ho la netta impressione che si voglia ancora una volta dimostrare la propria forza politica in campo e ovviamente arrivare a delle rivincite che hanno il sapore di vendette del passato"
ANALISI

Ecco perché Giovanna Masoni dovrebbe rinunciare alla poltrona del LAC. Chi lascia la politica non può pretendere cariche istituzionali. Se il PLR insiste "brucerà" Badaracco, e il Polo culturale tornerà ad essere un campo di battaglia tra i partiti

04 LUGLIO 2016
ANALISI

Ecco perché Giovanna Masoni dovrebbe rinunciare alla poltrona del LAC. Chi lascia la politica non può pretendere cariche istituzionali. Se il PLR insiste "brucerà" Badaracco, e il Polo culturale tornerà ad essere un campo di battaglia tra i partiti

04 LUGLIO 2016
di Tiziano Galeazzi *

La sezione UDC di Lugano nella sua ultima riunione si è soffermata sul tema delle nomine nel Consiglio Direttivo del LAC. Ci si aspettava che nella seduta di consiglio comunale di lunedì 4 luglio si discutesse del tema.

Cosi non è stato in quanto il Municipio ha deciso di rinviare la questione direttamente alla commissione interpartitica composta dai presidenti sezionali e dai capigruppo in CC.

Ritengo sia una buona decisione. Ma sicuramente, vada come vada, durante il prossimo CC vi saranno ulteriori discussioni perché ovviamente non tutti saranno concordi con quanto uscirà dalla commissione chiamata a valutare la situazione.

Ancora una volta, classico metodo ticinese, ci si scanna su poltrone e divanetti. Oramai fa parte del DNA di questo Cantone. Basti ricordare gli eventi di inizio '900 nei paesi ticinesi dove gli scontri e i regolamenti di conti erano quasi all'ordine del giorno. Le poltrone piacciono e questo è un dato sicuro e appurato.

In questo caso, avendo seguito i lavori nella commissione speciale LAC a suo tempo, posso solo ripetermi, nel senso che ho sempre avuto dubbi su queste nomine e sull'allargamento da 5 a 9 dei membri del Consiglio direttivo del futuro ente autonomo.

Infatti a inizio 2016, durante la discussione sul messaggio dell'Ente autonomo LAC, io e la collega Raide Bassi proponemmo che l’ente avesse solo 5 membri e auspicammo che almeno due fossero “tecnici" e non politici o pseudo politici in essere o fuori servizio.

Questo, anche per evitare quanto accadrà tra qualche mese. Una "bagarre" dove l'UDC luganese si limiterà ad esprimere le proprie considerazioni critiche e, se possibile, a sostenere persone che possano veramente dare una mano a far decollare questo LAC ancora sotto regime e sotto tono.

Giovanna Masoni si, Giovanna Masoni no, sarà un argomento che verrà dibattuto ma il concetto di tutto questo polo culturale non è di certo la distribuzione partitica e affaristica dei posti comando.

Ho la netta impressione che si voglia ancora una volta dimostrare la propria forza politica in campo e ovviamente arrivare a delle rivincite che hanno il sapore di vendette del passato.

Non doveva essere questo lo scopo del LAC, come di altri progetti, e lo dice una persona che è sempre stata critica, ma lineare, sulle spese milionarie, sulla scarsa trasparenza di chi doveva gestire il LAC, sulla gestione del personale (vedi caso Burgarella) e sulla direzione artistica di Michel Gagnon.

Ebbene sembra che quanto intravisto dalla mia collega Bassi ed io nella passata legislatura, si stia avverando. Ovviamente l'immagine del LAC, pagato con le tasse dei contribuenti, rischia di offuscarsi ancora una volta. 

Da parte nostra in ogni modo, sebbene resteremo vigili e critici sulle spese future, (vedi contratto di prestazioni triennale da rinnovare nel 2018) cercheremo in queste settimane d'avvicinare qualche personaggio di fama nazionale e internazionale che se la senta di entrare in questo Consiglio per contribuire a trasformare il LAC da piattaforma regionale-cittadina (tale è da quando ha aperto i battenti lo scorso settembre), a vero polo culturale di livello internazionale. Effettivamente ad oggi il LAC non ha portato nulla di quanto ci si aspettava, in particolare non ha avuto alcun indotto sull'economia e sul turismo.

Prendiamo il caso di Christo (l'artista ovvio e non il Messia) e chiediamoci come abbia avuto tanto alcmoroso successo sul Lago d'Iseo, in Italia. Questo genere di successi a Lugano mancano da troppi anni ormai. Ora dal LAC, costato circa 230 milioni, oltre agli svariati milioni di gestione annuale, il cittadino pretenderebbe come minimo un ritorno anche parziale dell'investimento nel medio termine.

Il Polo è stato creato con il sudore dei contribuenti e ora chi lo pilota ha il dovere di farlo funzionare, oppure di lasciare il posto ad altre persone più motivate.

Per finire, siamo dell'idea che la politica debba restare il più possibile fuori da questi apparati dirigenziali. Il LAC è dei cittadini-contribuenti e non di persone che sognano di avere in futuro un loro busto di bronzo all'entrata dello stabile.

* consigliere comunale UDC

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