SECONDO ME
Legittima difesa, Regazzi e Marzorini in coro: "Ogni ticinese ha il diritto di difendere sé stesso e i propri familiari"
I due avvocati, membri del Comitato promotore dell'iniziativa: "I ticinesi che detengono in modo legale le proprie armi non sono certo potenziali killer pronti a trasformare il Cantone in un Far West"
TiPress

*Di Fabio Regazzi e Oviedo Marzorini

Durante il dibattito sull’iniziativa concernente la legittima difesa andato in onda lunedi 27 gennaio sul canale LA2 della RSI ( nel corso della trasmissione “60 minuti”) i tre deputati al Gran Consiglio contrari all’iniziativa (Giorgio Galusero del PLR, Tatiana Lurati del PS e Maddalena Ermotti Lepori del PPD) hanno insistito molto sul fatto che a loro dire l’iniziativa sarebbe pericolosa in quanto potrebbe indurre i ticinesi a farsi giustizia da sé, e ciò per il semplice fatto che i costi dell’avvocato di fiducia, in caso di assoluzione per un reato commesso in stato di legittima difesa, sarebbero interamente a carico dello Stato.  

Quali esponenti del Comitato promotore dell’iniziativa riteniamo dapprima doveroso evidenziare il fatto che in Gran Consiglio il gruppo PPD aveva sostenuto a larga maggioranza (10 favorevoli, fra cui il presidente Fiorenzo Dadò, 4 contrari e un astenuto) il controprogetto che, pur completando il testo dell’iniziativa, riprendeva in toto la sua richiesta principale. Nella nostra veste di presidente della Federazione ticinese dei cacciatori (FCTI) e di presidente onorario della Federazione ticinese delle società di tiro (FTST), riteniamo doveroso sottolineare, con perfetta cognizione di causa, che i numerosi ticinesi che detengono in modo legale le proprie armi sono persone responsabili, abituate ed allenate a maneggiarle, e non son certo dei potenziali killer pronti a trasformare il nostro Cantone in un Far West solo perché le spese legali sarebbero a carico dello Stato in caso di assoluzione.

Ogni ticinese, armato o non armato, ha certamente il diritto di difendere sé stesso, i propri famigliari o terze persone in caso di aggressioni da parte di malviventi, specialmente in casa propria; questo diritto è riconosciuto dall’art. 15 del Codice penale federale, il quale precisa che chi decide di respingere un’aggressione ingiusta deve farlo in modo adeguato alle circostanze.  Chi eccede i limiti della legittima difesa sa che potrà essere condannato.

L’iniziativa su cui si voterà il 9 febbraio è moderata e non tocca minimamente (né potrebbe farlo, trattandosi di una legge federale) il Codice penale, ma si limita a garantire il rimborso delle spese per l’avvocato di fiducia. E solo chi sarà pienamente assolto potrà ottenere il rimborso totale dei costi processuali e legali. Quindi smettiamola di insinuare pretestuosamente che l’iniziativa avrebbe come effetto di incentivare, direttamente o indirettamente, una violenza gratuita e fine a se stessa. Per finire invitiamo i ticinesi a votare a favore di questa iniziativa, ritenuto che la responsabilità di garantire la sicurezza dei cittadini nel proprio territorio spetta per legge ai singoli Cantoni e che è ben giusto che i Cantoni si assumano almeno i costi processuali e legali di quei cittadini che, non avendo potuto godere della protezione dello Stato nel momento in cui ne avevano bisogno, hanno dovuto provvedere di persona ed in modo del tutto legittimo alla propria difesa o a quella di terzi.

*Membri del Comitato promotore

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